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Un ciociaro tra i papabili per la Giunta di Virginia Raggi
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Un ciociaro tra i papabili per la Giunta di Virginia Raggi

Isola del Liri

Cinquantaquattro anni, due figli, due lauree (Economia e Giurisprudenza) e tre anni passati a leggere, scrivere e far di conto sui bilanci del Comune di Roma, dalla giunta Alemanno a quella Marino che, dice, «non hanno avuto soluzione di continuità». Più sei trascorsi nell’ufficio con vista sulla cascata.

Chissà se è sul suo di curriculum che l’evidenziatore della sindaca Raggi avrà tracciato un bel cerchio gridando alla fumata bianca. Massimo Zaccardelli, avvocato e commercialista isolano, con uno studio che affaccia direttamente sul ponte che attraversa il fiume Liri, potrebbe davvero salire quelle scale e varcare la soglia del municipio capitolino. Il suo nome, infatti, è tra i papabili per ricoprire la carica di assessore al Bilancio, delega lasciata vacante da Marcello Minenna e ricoperta per soli quattro giorni dal magistrato Raffaele De Dominicis.

Zaccardelli i conti li conosce bene, «più che i punti di forza le debolezze» dice e non è stato sorpreso che ieri mattina autorevoli quotidiani nazionali, tra cui Repubblica, lo ha inserito tra Saverio Canepa, Nino Galloni e altri economisti in lizza per una delle quattro poltrone vacanti della giunta grillina. Lui, che è un simpatizzante del Movimento Cinque Stelle e che nella sua città, Isola del Liri, ha ricoperto il ruolo di revisore dei conti dal 1990 al 1996, non ha affatto paura di assumere questo fardello che altri, non ultimo Antonio Di Pietro, hanno rifiutato a priori.

Dottor Zaccardelli, al Comune di Roma non stanno messi proprio bene, no?
«Direi che non sanno proprio che pesci prendere!».

E lei è convinto, nel caso di nomina, di accettare un incarico così delicato?
«Ovviamente è da valutare, ma io non ho paura di affrontare il mio lavoro?».

Ma se poi le accadesse quello che è successo al magistrato Raffaele De Dominicis?
«Lui è stato indicato da uno studio legale, io dalla base del Movimento».

Quindi lei è un grillino?
«Sono un simpatizzante del Movimento al quale è stata chiesta la disponibilità che io ho dato».

La prima cosa che deve fare il nuovo assessore?
«Ripristinare la legalità, evitare l’interpretazione arbitraria delle leggi, impedire ad esterni di mettere mano nella situazione finanziaria di una città complessa e complicata come Roma. C’è una mancanza di controllo che fa spavento ed è tutto troppo politicizzato».

Ma lei i conti li ha visti, in passato: perché non ha denunciato?
«Eccome se non lo abbiamo fatto! Ci sono almeno una ventina di segnalazioni che abbiamo inviato alla magistratura, tra cui quella sui compensi degli avvocati del Comune che stanno ancora aspettando esiti delle indagini».

Come giudica il lavoro della sindaca Raggi?
«È in un mare di guai. Ma io dico che deve fare da sola, impedire che altri dall’esterno possano indirizzare la gestione del Comune».

Poi, se nominato, ci sarà lei a darle una mano…
«Questo non dipende da me. Vedremo».

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