«Il rapporto di prova per analisi effettuato dal laboratorio Pre.s.a.l. ha stabilito che il campione numero 8862 contiene fibre di amianto di tipo crisotilo, classificato come […] rifiuto pericoloso con caratteristica di pericolo Hp7», ovvero cancerogeno. E, perciò, alla luce della comunicazione della Asl e dell’esito dell’indagine ambientale, il sindaco Caligiore ha emesso un’ordinanza affinché il proprietario della struttura in questione, un’ex cabina-forno di verniciatura in via per Frosinone, provveda entro un anno a far redigere da un tecnico abilitato un piano di monitoraggio per la verifica periodica di eventuali mutamenti dello stato conservativo della copertura, comunicando di volta in volta i risultati al Servizio igiene e sanità pubblica o al Settore ambiente del Comune.

In alternativa, il signor R.P. potrà presentare agli uffici competenti un vero e proprio piano di bonifica che preveda l’incapsulamento, il confinamento o la rimozione dell’asbesto presente nella tettoia fuorilegge. Al di là della “purezza” che la sua consistenza setosa o le sue altre denominazioni (amianto bianco o fibra d’oro) potrebbero lasciar intendere, il crisotilo è un minerale altamente tossico. Questo materiale continua a essere prodotto su scala mondiale (due milioni di tonnellate annue) senza alcuna regolamentazione internazionale e l’esposizione a questa e altre tipologie di asbesto provoca tumori, in particolare il mesotelioma pleurico e malattie polmonari altrettanto incurabili.

La campagna di sensibilizzazione attivata dall’amministrazione comunale ha portato all’approvazione di una bozza di convenzione e alla ricerca di ditte specializzate che possano proporre all’utenza ceccanese costi accessibili per intensificare la bonifica dei manufatti contaminati e per contrastare il sempre più frequente smaltimento abusivo. Una volta che l’accordo biennale coni privati entrerà nel vivo, il Comune e la cittadinanza potranno usufruire di un pacchetto “all inclusive” con tariffe agevolate e comprensive degli oneri per le autorizzazioni della Asl: 330 euro più iva per una superficie inferiore a quindici metri quadri o per un quantitativo fino a 210 chilogrammi e 380 più iva da sedici a trenta metri quadri o entro i 420 chilogrammi. Costi indubbiamente ribassati, ma ulteriori agevolazioni per i meno abbienti permetterebbero a tutti di poter usufruire del servizio. Perché la salute un prezzo ce l’ha, l’importante è poterlo pagare.