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Pasticceria chiusa per usura. Due imprenditori del Basso Lazio rischiano il processo
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Usura, una piaga senza fine. Dati allarmanti in Ciociaria

Frosinone

Un business annuale di82miliardi di euro solo in Italia, di cui 37,25 miliardi prestati "in nero" alle famiglie o alle imprese e 44,7 miliardi di capitale restituito. È la fotografia che emerge dal “Rapporto Usura: quando il credito è in nero”, presentato dall’Eurispes, che accende i riflettori su un fenomeno di criminalità, ma anche sociale. Quello che emerge è che il “cravattaro” anche nel Frusinate non è sempre il malavitoso di piccola o media taglia, ma tante volte è un insospettabile negoziante, un commercialista, un avvocato, o un dipendente pubblico, cioè persone che approfittando della crisi economica e delle difficoltà a reperire liquidità aggiuntiva da parte delle famiglie o delle imprese si rivolgono a chi li aiuta, spesso su indicazione di chi gli ha negato il prestito.

Lo studio si basa su un indice che va da 0 a 100 in funzione crescente del grado di vulnerabilità del territorio. Quattro le classi: alto, medio-alto, medio-basso, basso. Le regioni a maggior rischio sono quelle meridionali e insulari, ma il fenomeno sembra propagarsi, su scala geografica, anche nel Centro Italia, attestandosi su di un livello medio-alto. Il rischio di permeabilità del territorio nazionale è pari a 44.

In provincia di Frosinone è allarmante: arriva a quota 59.68, piazzando la Ciociaria al trentunesimo posto in Italia. Nel Lazio, peggio di noi, fa solamente Latina: è trentesima, con un grado di permeabilità di 61.32. Roma è 43esima con un grado del 48,58; Viterbo è al 48 posto (42.69). L’unica isola felice nella regione, se così si può dire, è Rieti che si piazza al 71esimo posto (32.9).

L’Eurispes stima che il 12% delle famiglie si è rivolto nel corso dell’ultimo anno a soggetti privati (non parenti o amici) per ottenere un prestito, non potendolo chiedere al sistema creditizio. Per difetto, i nuclei familiari italiani sono esposti per 30 miliardi di euro richiesti e 66 restituiti; le imprese del settore del commercio e dei servizi per 5 miliardi di euro richiesti e 11 restituiti; le imprese agricole per 2,25 miliardi di euro e 4,95 restituiti, per un totale complessivo di 81,95 miliardi ovvero l’equivalente di 5,5 circa punti di Pil.

«Le organizzazioni criminali - spiega Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes - hanno ben compreso che l’usura rappresenta un metodo di straordinaria efficacia: da un lato per riciclare denaro sporco e ottenere facilmente ingenti guadagni, dall’altro per impossessarsi di quelle imprese e attività che non sono in grado di far fronte ai debiti contratti, divenendo dapprima soci e in seguito veri e propri proprietari. Tutto questo con rischi più contenuti rispetto a quelli connessi ad altre attività illecite come ad esempio il traffico di stupefacenti».

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