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Bombe anarchiche e attentati: arrestato anche un ciociaro
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Bombe anarchiche e attentati: arrestato anche un ciociaro

Torino

Attentati con ordigni esplosivi, 7 arresti tra gli anarchici. Tra costoro anche Marco Bisesti, classe ’83, originario di Pontecorvo. Quella messo a segno dalla Digos di Torino è una delle più importanti operazioni anti-terrorismo degli ultimi anni. Nel mirino degli agenti, coordinati dalla Procura torinese, l’associazione finalizzata a compiere atti di violenza con finalità di terrorismo ed eversione: la Fai, Federazione anarchica informale. La stessa che, secondo i magistrati torinesi, sarebbe composta da 15 membri, responsabile di un a serie di attentati dinamitardi, come i plichi esplosivi indirizzati a Romano Prodi nel 2003, a Sergio Cofferati e Chiamparino. O le bombe davanti alle caserme. «Una organizzazione composta da una miriade di cellule - hanno spiegato dalla questura di Torino - affini ideologicamente ma non collegate direttamente». Con agganci anche in Russia.

Gli arrestati

Le perquisizioni sono iniziate alle primi luci dell’alba in tutta Italia. Con l’operazione “Scripta Manent” la Digos ha dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Torino, su richiesta della locale Procura della Repubblica: 7 le persone ritenute, a vario titolo, appartenenti «ad una associazione finalizzata a compiere atti di violenza con finalità di terrorismo ed eversione. Tra i destinatari (Anna Beniamino nata a Sanremo nel ‘70; Alfredo Cospito nato a Pescara nel ‘67; Nicola Gai, nata a Torino nel ‘77; Alessandro Mercogliano del ‘73 di Nola; Danilo Emiliano Cremonese, nato a Manoppello nel ‘76 e Valentina Speziale nata a Pescara nel ‘77) anche Marco Bisesti, classe ‘83, molto conosciuto a Pontecorvo, sebbene da anni lavori ormai a Roma, nel mondo dello spettacolo. Altri otto gli indagati, tra cui un cinquantunenne nato ad Aprilia.

«Le contestazioni ascritte agli affiliati concernono non solo il reato associativo (associazione eversiva e terroristica), ma anche alcuni reati tra i quali, l’esplosione di tre ordigni nel quartiere Crocetta il 5 marzo del 2007 e l’esplosione di due ordigni esplosivi presso la caserma allievi carabinieri di Fossano nel giugno del 2006. Si tratta di due vicende particolarmente insidiose poiché gli ordigni - in entrambi i casi - erano programmati per esplodere uno a breve distanza temporale dall’altro» si legge nel comunicato della questura di Torino. Secondo gli inquirenti in 13 anni di vita la Fai avrebbe realizzato più di 50 azioni: la più importante, probabilmente, quella contro l’ingegnere Roberto Adinolfi, amministratore delegato dell’Ansaldo nucleare, gambizzato il 7 maggio del 2012 a Genova dai membri del nucleo “Olga”. Da qui è partita l’intera attività d’indagine.

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