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Presunto sciacallo denunciato ad Amatrice: Marco Migliorelli si difende
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Presunto sciacallo denunciato ad Amatrice: Marco Migliorelli si difende

Roccasecca

Indossavano tute mimetiche, all’interno dell’auto avevano strumenti per aprire e forzare serrature, oltre a un pugnale, un coltello e munizioni. Sono stati fermati e identificati dalla polizia ad Amatrice. Al momento del controllo, oltre agli oggetti rinvenuti, non avevano refurtiva. Ma gli agenti hanno ipotizzato che i tre stessero per compiere furti nelle abitazioni colpite dal sisma. Per questo motivo sono stati denunciati. Sono tuttora in corso ulteriori accertamenti. Tra i presunti sciacalli c’è anche un ciociaro. Si tratta di Marco Migliorelli, trentaseienne originario di Roccasecca ma da tempo residente a Lione, già noto alla cronaca per diversi reati.

Qualche anno fa, infatti, era stato arrestato in Francia con l’accusa di aver rapito la fidanzata. Durante il processo si era difeso sostenendo che la ragazza, anche lei di Roccasecca, fosse semplicemente in viaggio con lui e stesse cercando di impedirgli di arruolarsi nella Legione straniera. Nel 2004, invece, era finito in manette per aver rapito il fratello della ex. Nei giorni scorsi Marco si trovava sui luoghi del terremoto con due amici, un trentaduenne di Roma e un ventisettenne di Nettuno, anche loro denunciati.

Diversa la versione fornita da Marco Migliorelli, intervistato da Alessandro Andrelli di Tg24.info. «Venuto a conoscenza del terremoto mercoledì notte io e due miei amici appassionati di soft-air siamo partiti per Amatrice – ha detto il trentaseienne – Abbiamo iniziato a scavare dal primo giorno, senza sosta, senza pensarci su due volte, volevamo essere utili a quella povera gente. La nostra federazione di soft-air ha comunicato alla Prefettura di Rieti i nostri recapiti, i nostri nomi e le nostre qualifiche. Eravamo, dunque, accreditati». Fino a quando non sono stati fermati dalla polizia.

«I poliziotti ci hanno voluto controllare e perquisire – ha concluso il giovane – riempiendoci di domande sulla nostra attività in quella zona. Indossavamo le tute mimetiche come sempre in questi giorni. Noi avevamo le nostre attrezzature, compreso un coltello sequestrato proprio a me. Un altro ragazzo aveva pala e piccozza, mentre il terzo ragazzo, che ha il porto d’armi, aveva alcuni bossoli di pallottole nella macchina. È stato un errore non controllare gli zaini prima di partire per fare un po’ di ordine. Riconosco di aver sbagliato nel portare un coltello, ma in questi giorni tutto è stato sconvolto da ciò che i nostri occhi hanno visto. Però da qui a definirci sciacalli ce ne passa». A fare luce sulla vicenda ci penseranno le forze dell’ordine.

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