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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Continua la sosta selvaggia: l'auto in divieto rallenta i soccorsi per un infartuato poi morto

L'automedica in piazza a San Leucio

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Continua la sosta selvaggia: l'auto in divieto rallenta i soccorsi per un infartuato poi morto

Veroli

Via Paleario, ennesima segnalazione di sosta selvaggia. A nulla sono servite le proteste dei residenti, dopo quanto accaduto meno di due settimane fa la sto- ria si ripete e sale l’indignazione tra gli abitanti del quartiere. Ci risiamo, ancora auto in sosta selvaggia. Gli automobilisti indisciplinati non rispettano le regole e manca l’intervento delle forze dell’ordine. Monta la protesta su Facebook e il passaparola tra i residenti smaschera i furbetti del parcheggio "fai dai te", documentato con tanto di foto e commenti pubblici.

«Pochi giorni fa - scrive chi da anni si batte per una situazione diventata insostenibile - Un uomo ha avuto un malore in via Aonio Paleario ed è stato soccorso in ritardo poiché sia l’ambulanza che l’automedica, a causa della presenza di un’auto in divieto di sosta, non sono potute arrivare sul posto. C’è stato obiettivamente un ritardo nei soccorsi che forse ha influito sulla conclusione triste dell’evento. L’uomo, infatti, ricoverato in ospedale è deceduto qualche giorno dopo. Ho avvisato la polizia locale della situazione ma la risposta è stata quantomeno impropria. Lascio a voi ogni commento».

Quello che accade nei quartieri alti del centro storico è qualcosa di incredibile. Se da una parte ci sono tanti residenti pronti a dichiarare guerra alla sosta selvaggia, resistono dall’altra quanti disprezzanti delle buone maniere pretendono di parcheggiare sotto casa. Così, in barba ai divieti di sosta, le auto occupano l’intera carreggiata impedendo di fatto il passaggio dei mezzi di soccorso.

«Ma di chi è la colpa? - si interroga qualcuno - Della polizia locale o del cittadino che nonostante i cartelli continua a fare quello che vuole? Una multa può davvero correggere la maleducazione di certi?». Il problema però esiste e in qualche modo va risolto. La morte del settantenne colpito da infarto pochi giorni fa deve far riflettere. Forse si sarebbe potuto salvare. Il dubbio resta e anche la rabbia di chi da anni chiede soluzioni.

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