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Domenica 04 Dicembre 2016

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Vigilanza ittico venatoria, l’appello del consigliere provinciale Magliocchetti

Un controllo della polizia provinciale

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Vigilanza ittico venatoria, l’appello del consigliere provinciale Magliocchetti

La situazione

“Sulla vicenda della Convenzione che la Regione deve, ancora, sottoscrivere con le Polizie provinciali del Lazio, per la vigilanza ittico venatoria, si naviga a vista e con scarsissimo tempo ancora a disposizione. E questa circostanza, in vista della imminente apertura della stagione venatoria, senza considerare le 2 giornate di preapertura, potrebbe determinare enormi problemi di sicurezza e di gestione”. È quanto denuncia il consigliere provinciale Danilo Magliocchetti: “Come noto, infatti, la Giunta Regionale ha da qualche tempo deliberato le linee guida per l’attivazione della Convenzione con le Province, per avvalersi della collaborazione della Polizia Provinciale nelle attività di vigilanza e di controllo del patrimonio faunistico e ambientale del Lazio,a fronte di un contributo di soli 250.000 euro in due annualità alle Province da erogare per lo svolgimento delle attività previste dalla convenzione. Tuttavia, la legge regionale 17/2015 non prevede alcun specifico riferimento alle attività relative alla vigilanza ittica e venatoria”.

Cosa occorre

“Il precedente regime di conferimento di funzioni e di deleghe incideva direttamente sulla competenza alla funzione amministrativa, per cui le province ne assumevano per volontà dell’ente titolare che le conferiva e/o delegava la diretta competenza, salvo regolazione interna del rapporto. Per effetto della legge Delrio 56/2014, perché possa essere legittimata una specifica delega di competenza regionale, oltre alla necessità di prevedere risorse congrue, che nel caso di specie come detto sono irrisorie, 250.000 in due anni per tutte le polizie provinciali del Lazio, è indispensabile che la Regione legiferi in materia, come stabilisce la recente giurisprudenza costituzionale, salvo poi definire i rapporti attraverso disciplinare di regolazione. Fino a quando, non saremo di fronte ad un provvedimento normativo ufficiale, come invece è stato fatto correttamente, ad esempio, per le politiche sociali, la Regione può avvalersi delle province, ma non più delegare le competenze: ciò significa che ci si muove nel quadro delle convenzioni di avvalimento, nel qual caso le province possono rappresentare unicamente un “service” di attività della Regione nella gestione delle funzioni, con una convenzione regolatoria dei rapporti, ma in nessun caso la responsabilità giuridica può transitare in capo all'ente di area vasta, senza un intervento legislativo delegante”.

Le possibili novità

“In altre parole, e a titolo di esempio, nell’ambito di un rapporto convenzionale regolatorio, si potrà trasportare un esemplare di fauna protetto nel ricovero di Sabaudia, a fronte della certificazione della spesa per l'utilizzo del mezzo, e per l'impiego pro quota del personale, con relativo rimborso da parte della Regione, ma in nessun caso la provincia può essere giuridicamente responsabile del servizio e ciò anche se fosse siglata la convenzione approvata dalla Giunta Regionale, posto che tale atto sarebbe in contrasto con norme imperative. Ne discende, che per regolamentare adeguatamente tutta questa delicata materia della vigilanza ittico venatoria, la Regione Lazio, dovrebbe provvedere subito, in primis con una vera e propria legge delega e in secondo luogo, integrare il budget a disposizione, evidentemente del tutto insufficiente oltreché inadeguato per queste importanti attività. Il rischio, concreto, al momento dell’apertura ufficiale della caccia, il prossimo 18 settembre, è che sia i cacciatori che la Polizia provinciale, non sappiano cosa, o possano, fare”.

L’appello all’assessore

“E’ necessario, quindi, un autorevole ed urgente intervento in proposito, da parte dell’Assessore regionale all’agricoltura e alla caccia Hausmann, sempre estremamente sensibile alle istanze dei territori, affinché risolva la vicenda per mettere la Polizia provinciale in condizione di operare legittimamente e con mezzi adeguati. Vale la pena ricordare che il territorio della provincia di Frosinone è, altresì, impegnato nella difficile gestione del sovraffollamento dei cinghiali, che tanti danni stanno arrecando alle colture delle imprese agricole locali. L’intervento regionale è quindi indispensabile, lo si deve, sia alla polizia provinciale che all’intero mondo venatorio che chiede, giustamente, certezze”.

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