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Sabato 03 Dicembre 2016

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Terremoto e morte: macerie ovunque, Amatrice non c’è più. Il dolore per le tante vittime
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Terremoto e morte: macerie ovunque, Amatrice non c’è più. Il dolore per le tante vittime

Amatrice

«Non è rimasto nulla. Come Onna. No peggio. Un paese che non c’è più». Due amici, si abbracciano, piangono. Arriva una bambina, di sei/sette anni di età. Un volontario le porta un souvenir, intatto, recuperato nella sua abitazione ridotta a un cumulo di macerie. Fa un piccolo sorriso, ma dura poco, le lacrime prendono il sopravvento. Troppo grande il dolore,
troppo difficile spiegarle cosa è successo. Accanto tante altre persone. Molti sono in piedi, visibilmente scossi, occhi lucidi, la maggior parte, soprattutto donne e anziani, non riescono a trattenere le lacrime. In un’area, in mezzo al verde ci sono i cadaveri di alcune delle tante vittime di questa tragedia. E poi, purtroppo, i tanti corpi ancora da estrarre sotto le macerie.

Una corsa contro il tempo, tutti a scavare per la vita. Quella vita che con il passare delle ore rimane appesa solo alla speranza. La speranza che ha permesso comunque di trovare in vita delle persone, anche bambini. Troppo dolore, tanti perché, nessuna risposta. Ci sono anche molti turisti. Sabato era in programma la tradizionale sagra degli spaghetti all’amatriciana, la cinquantesima edizione. Infatti, tante famiglie avevano raggiunto la cittadina per prendere parte all’evento di fine estate.
Tra cumuli di macerie, polvere, case che non ci sono più, monumenti danneggiati, pali della pubblica illuminazione a terra, ruspe, mezzi di soccorso, quello che appare agli occhi dei presenti è uno scenario davvero triste e terribile. Alcune persone sono sedute sui bordi dei marciapiedi, altri in mezzo ai prati, in attesa di raggiungere i campi d’accoglienza allestiti per dare loro supporto e sostegno. Ci sono anche gli “amici a quattro zampe”. Cani che sono scampati alla morte e altri che sono
un aiuto indispensabile per le forze dell’ordine e i volontari.

Sulla terra dolore e lacrime, in cielo elicotteri e droni che fotografano un mare di pietre e di detriti. In pochi istanti è venuto giù tutto. I primi aiuti sono arrivati poche ore dopo la scossa più devastante. Piano piano dalle prime ore già dalle strade che portano ad Amatrice si vedevano colonne di mezzi di soccorso. Arrivati alle porte del centro storico un via vai di persone,
tra cittadini, turisti, familiari delle vittime e soccorsi. Sui volti di tutti la paura, il dolore, lo sconcerto. Scene strazianti. Cittadini, residenti di Amatrice, impotenti davanti alla furia del sisma. Turisti fuggiti via e tornati a casa. Negli sguardi di tutti la speranza che non ci siano più vittime, più scosse, più crolli e che la grande mano, indispensabile, possa quanto prima
ricucire una minima parte di quello che resterà l’ennesimo dramma della popolazione.

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