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La terra trema anche in Ciociaria: il racconto di una lunga notte da incubo

Amatrice

Alle 3.36 di mercoledì la paura è entrata anche nelle case dei ciociari. In tanti, nel cuore della notte, sono stati svegliati di soprassalto alla prima terrificante scossa di terremoto, con epicentro ad Accumoli, che ha raso al suolo i paesini del
Reatino ai confini con le Marche. Dal Nord al Sud della provincia molti sono usciti fuori di casa per lo spavento. Quasi in contemporanea sono scattati gli antifurto delle case, mentre gli ululati dei cani rendevano l’atmosfera ancor più tetra. La gente, con il passare dei minuti, è rientrata a casa. Ma non tutti. Altri sono rimasti svegli per l’intera notte vivendo momenti di grande paura e apprensione quando le scosse si sono susseguite. I più fatalisti hanno ripreso a dormire, come gli anziani rimasti a casa. Qualcuno ha scelto di dormire in auto. La paura è stata soprattutto per chi abita nei piani alti dei palazzi.

Alla prima devastante scossa delle 3.36 ne sono seguite tantissime. Le più forti di magnitudo 5,1 sono state registrate alle 4.32, di 5,4 alle 4.33 e di 4,7 alle 6.06 con epicentro a 5 chilometri da Norcia. Anche alle 13.50 si è ripetuto un sisma di forte
intensità, di 4.7 di magnitudo con epicentro sempre in Umbria vicino a Norcia. Prima delle venti ulteriore scossa da 4,4 in Sabina. 

«Fino alle ore 15 - spiegava l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia - sono state localizzate oltre 200 repliche: 70 gli eventi sismici localizzati di magnitudo compresa tra 3 e 4, 6 i terremoti localizzati di magnitudo compresa tra 4 e 5 ed uno di magnitudo maggiore di 5». Le scosse, anche violente, sono proseguite anche dopo il tramonto. Oltre centoventi i morti accertati ieri sera (saliti poi a circa 150). Un bilancio destinato a crescere. La mente è tornata tristemente al terremoto dell’Aquila e alle sue tragiche conseguenze anche nel Frusinate. La vicinanza all’epoca con l’Aquila ora con la Sabina ha
fatto sì che la paura tornasse negli occhi della gente. Lampadari che oscillavano, tavoli e letti che si spostavano. Poi il tam tam dei cellulari per scambiarsi informazioni sull’accaduto e rassicurare parenti e conoscenti. Da San Vittore a Filettino è stata una lunga e insonne (almeno per tanti) notte. 

Ma se Amatrice, Accumoli e Arquata sono i centri più devastati dalla furia tellurica, i ciociari anche alla vista delle terribili
immagini hanno subito dato prova di grande solidarietà attivando raccolte di generi di conforto per i sopravvissuti. Vigili del fuoco e volontari delle varie associazioni di Protezione civile, invece, si sono messi in marcia per i luoghi della sciagura per portare un diretto contributo nella ricerca di altri sopravvissuti e per l’accoglienza nelle tendopoli degli scampati. 

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