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Un fronte comune per salvare le

Un momento della riunione tra i sindaci ed i cittadini della valle dell’Amaseno

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Un fronte comune per salvare
le "cascatelle" del fiume Amaseno

Amaseno

Un fronte comune per vincere una battaglia non tanto di legalità ma soprattutto di “cuore”, legata agli affetti, ai ricordi, alla bellezza del fiume che ha dato il nome al paese e che bagna un’intera valle popolata.

I sindaci ed i cittadini della valle dell’Amaseno si sono ritrovati mercoledì sera al ristorante “Da Giotto” per discutere delle opere che si stanno compiendo su un tratto del fiume, nella zona detta Mola di Santo Stefano, affianco al suggestivo sito delle “cascatelle”. Il territorio è quello di Prossedi ma ai confini con Villa Santo Stefano ed Amaseno. In ballo ci sono: da una parte, un investimento privato per la realizzazione di una piccola centrale idroelettrica; dall’altra, l’interesse di tanti cittadini a mantenere inalterato un luogo considerato da favola ed un’icona per svariate generazioni.
L’incontro è stato promosso da rappresentanti del comitato civico spontaneo “Salviamo le Cascate” ed ha visto la partecipazione, oltre che di numerosi cittadini provenienti un po’ da tutta la valle, anche dei sindaci di Amaseno Antonio Como e di Prossedi Angelo Pincivero. Presenti anche il consigliere comunale d’opposizione di Amaseno Ernesto Gerardi e altri amministratori. Assente il sindaco di Villa Santo Stefano solo perché a Milano per l’Expo, ma in aula c’erano comunque rappresentanti del paese. È intervenuta inoltre la consigliera regionale Daniela Bianchi, originaria di Amaseno, che proprio sulla vicenda ha chiesto lumi in Regione. Presenti infine alcuni sostenitori dell’investimento privato.
Un incontro che è servito a fare il punto sulla situazione, attualmente ferma all’ordinanza di sospensione dei lavori emessa lo scorso 13 agosto dall’Ufficio tecnico del comune di Prossedi. Entro fine settembre (trascorsi 45 giorni dall’ordinanza) si dovrà decidere il da farsi. Perché se è vero che il comune lamenta delle inosservanze e incongruenze con il progetto depositato e cerca appigli tecnici, è altrettanto vero che il committente ha il placet della Provincia di Latina e di una conferenza di servizi.
Il nodo verte proprio sulle autorizzazioni connesse, sostiene il comitato: se siano state date tutte quelle necessarie (in particolare quella di incidenza ambientale) o se non vi sia stata superficialità nel concederle. Perché sembra assurdo che si possa autorizzare una costruzione in cemento praticamente nel fiume. Altrettanto vero che, hanno sottolineato esponenti dell’area pontina, il fiume Amaseno non è che goda di buona salute, è inquinato nel loro tratto, quindi tutelarlo non dovrebbe significare solo contrastare gli investimenti privati ma anche monitorare la salute del corso d’acqua.

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