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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Nozze gay: Frosinone la più amata dagli omosessuali per i loro matrimoni

Foto d'archivio

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Nozze gay: Frosinone la più amata dagli omosessuali per i loro matrimoni

Frosinone

Per secoli è stata dominio diretto del Papa, una proprietà quasi dello Stato pontificio. Ha dato i natali a due pontefici (padre
e figlio caso unico nella storia della Chiesa). I culti dei santi e i riti legati alla tradizione cattolica sono radicati non solo
nella memoria, ma nel dna della popolazione.

Eppure la cattolicissima Frosinone, nell’era contemporanea feudo incrollabile della Democrazia Cristiana, si appresta a diventare una delle mete preferite dagli omosessuali per la celebrazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso che
da non molto hanno fatto il loro ingresso nel nostro ordinamento giuridico. Sono, infatti, diverse le coppie, essenzialmente residenti fuori dalla Ciociaria, che hanno preso informazioni sull’iter burocratico da seguire e sulla documentazione da presentare per suggellare davanti al rappresentante dello stato civile e dare un crisma di formalità alla propria storia d’amore.
Qualcuno avrebbe anche già fissato la data delle nozze. Dovrebbero celebrarsi a settembre, ma sull’indicazione precisa vige il massimo riserbo per tutelare la privacy dei nubendi. Un fenomeno curioso, quello della convergenza sul capoluogo di persone di fuori provincia, che non ha una ragione specifica. Intanto, l’ufficio dello Stato civile del Comune di Frosinone ha provveduto a commissionare ad una tipografia la stampa dei registri, provvisori, in attesa di quello ufficiale, su cui dovranno essere annotate le unioni civili.

Le location? La casa comunale (la sala consiliare o l’ufficio del dirigente dello Stato civile) o la più suggestiva villa comunale.
Ma qui la scelta è lasciata agli sposi. Le formalità da rispettare sono indicate dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 144 del 23 luglio 2016 che prevede una procedura più semplificata rispetto a quella delle unioni tradizionali.
L’unione civile tra due persone maggiorenni avverrà di fronte a un ufficiale di stato e alla presenza di due testimoni e verrà
registrata nell’archivio dello stato civile. Gli atti dell'unione, indicanti i dati anagrafici, il regime patrimoniale e la residenza
vengono registrati nell'archivio dello stato civile. Le parti possono stabilire, per la durata dell'unione, un cognome comune
scegliendolo tra i loro cognomi, anche anteponendo o posponendo il proprio cognome se diverso. Per il resto le norme
estendono alle coppie dello stesso sesso i diritti previsti dal matrimonio civile.

Non possono contrarre unioni civili le persone che sono già sposate o sono parte di un’unione civile con qualcun'altro; quelle interdette per infermità mentale; quelle che sono parenti; quelle che sono state condannate in via definitiva per l’omicidio o il tentato omicidio di un precedente coniuge o contraente di unione civile dell’altra parte; quelle il cui consenso all’unione è stato
estorto con violenza o determinato da paura. Il regime del divorzio prevede stesse modalità di un matrimonio tradizionale, ma viene applicato il divorzio breve: bastano infatti tre mesi di separazione anzichè sei. Serve manifestare la volontà di separazione di una delle due persone palesata davanti all’ufficiale di stato civile. In questo caso l’unione si scioglie dopo tre mesi dalla dichiarazione. Intanto si attendono le prime celebrazioni.

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