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L'abbazia di Montecassino

L'abbazia di Montecassino

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Birra dell’Abbazia, il progetto c’è

Cassino

Il contratto parla chiaro, articolo 9, «il canone d’affitto è così determinato: all’abbazia vanno 15 centesimi per ogni litro di birra venduto». Un contratto, quello stipulato tra l’Abbazia di Montecassino e alcuni imprenditori privati scovato a dicembre scorso in occasione del villaggio di Natale ma che sembrava però essere divenuto carta straccia per l’ira suscitata nei fedeli e in tutta la comunità.

«Non abbiamo rilasciato alcuna autorizzazione. L’Albaneta è un’area di assoluto pregio storico e naturalistico, sottoposta a vincoli» dichiarò l’allora sindaco Petrarcone.

L’Albaneta, infatti, è territorio «sacro» per molti popoli: dai polacchi, che proprio qui hanno il cimitero dei caduti e i monumenti che ricordano il sacrificio dei loro 1.052 soldati, a tutti quelli che sono morti nei tentativi di sfondare la linea Gustav, sbarramento tedesco nell’Italia centrale. Ed è proprio quì, ora che è tramontata l’ipotesi del villaggio di Natale, che partirà l’affare vero e proprio: con, da contratto, «produzione e commercio di birra artigianale, un’azienda agricola con fini di fattoria didattica, punto di ristoro e alloggio agrituristico».

Da pochi giorni sulla piazza virtuale dei social è attiva la pagina “Albaneta Farm Montecassino” dove di recente è stato pubblicato il video dell’architetto Giacomo Bianchi che ha dato qualche anticipazione del progetto che verrà presentato sulla piazza reale a settembre. Ma il solo video è bastato a scatenare l’ira dei fedeli che hanno intimato nuovamente l’alt a lucrare su un luogo sacro.

Dopo le rassicurazioni del sindaco D’Alessandro, che ha spiegato che su tutto l’iter vigilerà il Ministero dei Beni Culturali, il noto architetto Giacomo Bianchi ha fatto ulteriore chiarezza e ieri incalzato dai cronisti ha spiegato: «In uno dei capannoni dove venivano allevati i bovini – dice Giacomo Bianchi – si farà una distilleria artigianale per dare un certificato di nascita ad un brand che, se avesse successo, diventerebbe un brand conosciuto più di altre birre al mondo».

Bianchi fa chiarezza: «Mi spiego, se il brand della birra dell’abbazia avesse fortuna potrebbe presentarsi la necessità di costruire un birrificio nella zona industriale di Cassino con conseguenti risvolti occupazionali. Il progetto della birra è importanteper gli esiti che potrebbe produrre nell’area industriale».

In Comune un rumoroso silenzio Dunque, oltre alla valorizzazione del posto da un punto di vista culturale - come aveva già spiegato nei giorni scorsi l’architetto di fama Giacomo Bianchi quando affermò che «all’interno di un recupero delle aziende agricole il monastero dell’Albaneta diventerà parte di questo progetto di recupero anzitutto con una messa in sicurezza di quello che resta del monastero, un recupero di tutte le superfici utili rimaste intatte al momento del bombardamento e sarà portato avanti con la Sovrintendenza e tutte le istituzioni preposte», ci sarà per il territorio anche una ricaduta occupazionale ma nè il delegato alle attività produttive nè l’assessore alla cultura sono al corrente del progetto. Almeno stando alle dichiarazioni ufficiali.

Gli ettari interessati sono 260: sull’obelisco, alla quota «593», è inciso che i soldati «sono morti per la loro e la nostra libertà». A dicembre al cimitero polacco c’era anche la figlia del generale Anders, che uscendo si è detta «inorridita». «Ma l’area dedicata alla memoria del popolo polacco ricade, al massimo, per un 20 per cento sul nostro territorio — precisa l’imprenditore Miri —. E il progetto futuro prevede la valorizzazione delle antiche masserie. L’accordo con l’abbazia è per 15 anni». Ecco spiegato, forse, il rumoroso silenzio che rimbomba in Municipio. Forse.

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