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Nessuno vuole i profughi, lettera al prefetto
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L'omelia del vescovo: «Sui profughi polemiche stupide»

Veroli

Il pensiero corre a chi soffre, a chi scappa dalla guerra nella speranza di rifarsi una vita. Il pensiero del vescovo Ambrogio Spreafico, nell’omelia della messa di ferragosto, va ai pro- fughi, ma anche alle tante polemiche. Troppe e anche «stupide» per il religioso che invita la gente della Ciociaria all’accoglienza.

Nell’omelia, nella concattedrale di Sant’Andrea a Veroli, il vescovo ha detto: «Noi, soprattutto in questo tempo di violenza e di crisi economica, siamo pieni di paure. La paura fa chiudere, allontana dagli altri, soprattutto da chi è diverso da noi o è povero, come i profughi o gli anziani stessi. Quante stupide polemiche anche nei no- stri paesi per i profughi che siamo chiamati ad accogliere, come ci chiederebbe Gesù. Certo, non basta accogliere. Bisogna farlo con dignità e umanità. E purtroppo non tutti lo fanno in questo modo! Cari amici, Dio guarda agli umili, non ai super- bi e ai potenti. Ricolma di beni gli affamati, ma rimanda i ricchi a mani vuote. Ci soccorre in ogni circostanza, perché mai dimentica di usarci misericordia. Viviamo con umiltà, in amicizia, guardiamo tutti con misericordia e il Signore non ci farà mancare il necessario, soprattutto ci riempirà del suo amore».

Spreafico poi batte un tasto solito nelle occasioni di festa, come quello dell’assistenza agli anziani. Nello stesso pomeriggio di lunedì, infatti, il vescovo ha celebrato messa agli anziani della Città Bianca, sempre a Veroli.

Di fronte ai fedeli ha aggiunto durante l’omelia: «Pregate per loro e, se potete, andateli a visitare, come fece Maria con Elisabetta. Infine, vi chiedo di pregare per la pace, per la fine del terrorismo e delle guerre. Soprattutto pregate per la salvezza di Aleppo, questa città della Siria dove due milioni di abitanti sono intrappolati dalla guerra che dura ormai da cinque anni. Signore, salva Aleppo dalla guerra e dal male! Proteggi i cristiani e chi soffre nel mondo. Salva la Siria, salva il mondo dalla violenza del terrorismo e delle armi! Inonda il mondo con la tua misericordia!».

In precedenza Spreafico aveva rivolto un pensiero ai cristiani perseguitati nel mondo. «Cari amici, il male non ha smesso di minacciare la Chiesa, i cristiani, ognuno di noi - aveva detto - Pensiamo anzitutto ai cristiani perseguitati o a quanti sono vittime della violenza e del terrorismo, per cui dobbiamo pregare sempre. Tuttavia pensiamo anche a ognuno di noi. Il male è forte e si insinua nella vita di ogni giorno. Vorrebbe allontanarci da Gesù, vorrebbe che ognuno vivesse seguendo se stesso e non il Signore. Che cosa facciamo per contrastare il male in noi e fuori di noi? A volte ci lamentiamo o incolpiamo gli altri. E quanto è facile e normale dire che gli altri sbagliano e sono cattivi, mentre noi ovviamente siamo dalla parte dei buoni. Ma noi cosa facciamo perché il male sia vinto con il bene? Quando ci accorgiamo del male in noi o intorno a noi, siamo solo capaci di condannare e giudicare o ci impegniamo perché il bene lo vinca? E, se pensiamo di non riuscire a vincerlo, almeno contrastiamolo con la preghiera, perché essa è la prima e più potente risposta al male e al peccato».

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