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Martedì 06 Dicembre 2016

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Qualità dell’aria, piano rivisto per il monitoraggio degli inquinanti
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Qualità dell’aria, piano rivisto per il monitoraggio degli inquinanti

Regione Lazio

Due centraline da spostare, altrettante che potrebbero seguire la stessa sorte e una nuova a San Vittore del Lazio. Sono le principali novità che riguardano la provincia di Frosinone nella lotta all’inquinamento atmosferico. La giunta regionale ha approvato il progetto di revisione del sistema regionale di rilevamento della qualità dell’aria. Il progetto prevede un incremento del numero delle stazioni di monitoraggio, da 39 a 52, con l’aggiunta anche di stazioni di impianti privati, come sarà per l’inceneritore di San Vittore del Lazio.

Nello specifico si tratta di tre centraline già previste per la rete di monitoraggio regionale, di quattro da riallocare, tra le quali figurano Anagni e Ferentino, nonché Cassino e Fontechiari. Per queste ultime due, tuttavia, servirà uno studio propedeutico per valutare la necessità di riposizionarle. Si prevede di impiegare sei mesi per lo studio e altri 18 per il ricollocamento delle stazioni.«Di conseguenza - si legge nell’allegato - si stima che il progetto potrà essere terminato entro 24 mesi dalla data di parere favorevole da parte del ministero dell’Ambiente».

In totale ci saranno anche 12 stazioni della rete privata per il monitoraggio industriale. Così sarà per Montalto di Castro, Civitavecchia, Tor di Valle e, appunto, San Vittore. La gestione delle stazioni di misurazione previste nel programma di valutazione della qualità dell’aria saranno affidate all’Arpa Lazio.

Mentre la Regione ha stabilito che i Comuni dovranno porre «particolari precauzioni al mantenimento delle condizioni» dell’ambiente circostante alle centraline. E ciò al fine di conservare inalterate le condizioni iniziale che hanno permesso di effettuare le scelte di posizionamento a suo tempo effettuate. Nelle premesse del piano si dà conto che «per una corretta valutazione della qualità dell’aria non devono essere utilizzate stazioni di misura non conformi e deve es- sere evitato un numero eccessivo di siti fissi nel rispetto dei canoni di efficienza, efficacia ed economicità».

Con riferimento all’inquinamento industriale, nel pro- getto si ricorda come «le attività produttive rilevanti dal punto di vista emissivo sono distribuite principalmente sulla fascia costiera della provincia di Roma e di Latina e nella valle del Sacco, in particolare nella provincia di Frosinone». Mentre per quello da polveri sottili «le mappe di concentrazione media annua di Pm10 mostrano i valori più elevati, ma inferiori al limite di 40 microgrammi per metro cubo, all’interno dell’area metropolitana di Roma e nella zona delimitata dalla valle del Sacco».

Che, nel piano, si conferma al pari di Roma, l’area più problematica per l’inquinamento atmosferico. Quanto alle cause, la Regione ritiene che «la coesistenza di particolari condizioni micrometeorologiche, di insediamenti produttivi, traffico e riscaldamento una zona del territorio ad orografia complessa come la valle del Sacco rappresenta la criticità maggiore che coinvolge per intero l’area».

In due distinte tabelle, la Regione individua le stazioni che andranno spostate altrove. Si va da quelle di Anagni e Ferentino per le quali la nuova posizione è già nota a quelle di Cassino e Fontechiari «che presentano dubbi sull’esatta localizzazione» dovuti anche a cambiamenti dell’area circostante venuti nel tempo.

«Sarà necessaria – si legge nel piano - una valutazione dell’area che rappresentano e, a seguito di tale studio, si deciderà, se necessario, su un loro riposizionamento più corretto». Per lo studio c’è una previsione di sei mesi.

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