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Nessuno vuole i profughi, lettera al prefetto

Alcuni dei quarantuno profughi davanti alla struttura che li ospita a Giuliano di Roma

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Nessuno vuole i profughi, lettera al prefetto

Giuliano di Roma

Venerdì scorso l’arrivo nottetempo e in gran segreto di quarantuno giovani profughi africani e asiatici, lasciati in un agriturismo (aperto anni fa e chiuso poco dopo) nelle campagne tra Giuliano di Roma e Prossedi dopo essere stati prelevati con dei pullman dalla sala conferenze del museo di Pastena in cui avevano alloggiato per sei giorni. A Giuliano non tutti hanno gradito, né gli amministratori che sembra fossero all’oscuro, almeno fino a poco prima del trasferimento, dell’arrivo dei giovani extracomunitari né soprattutto i residenti i cui malumori, a tre giorni dall’arrivo degli ospiti, sono palpabili. Dal canto suo il sindaco Adriano Lampazzi si limita a dire: “La struttura in cui sono ospitati i giovani non è idonea, perché non ci sono i requisiti per accogliere un numero così elevato di persone”.

A quanto pare nell’agriturismo di via Casali dove sono ospitati i profughi ci sono solo tre camere singole e due doppie, per non parlare dei servizi igienici. Insomma il problema c’è ed è di tipo abitativo e sanitario. Dal canto suo il responsabile dell’associazione che accoglie i ragazzi, l’Integra onlus, non ha intenzione di andare via visto che ha sottoscritto un contratto di affitto con una società immobiliare di Colleferro.

L’amministrazione Lampazzi che ha inviato immediatamente una lettera alla Prefettura in cui evidenzia le criticità di questa situazione è ora in attesa di notizie: “Siamo davanti a un problema sanitario serio - dice Daniele Maura, capogruppo di opposizione - la struttura non è idonea, al massimo può ospitare sette persone, non certo quarantuno. Non c’è neppure l’allaccio alla rete fognaria, ma solo una fossa biologica. Il decreto Alfano sull’emergenza immigrazione parla di 2,5 accolti ogni mille abitanti. I giulianesi sono 2.300, fate i conti voi. Inoltre non ci sono forze dell’ordine a vigilare (solo una guardia della cooperativa) e i ragazzi possono uscire dalle sette alle ventuno. E se non rientrano? Inoltre di fronte alla struttura che li ospita c’è un abitazione dove vivono sei famiglie. Qui nessuno è tranquillo. In questi giorni non abbiamo neppure la possibilità di rapportarci con la Prefettura. Aspetteremo che passi Ferragosto e poi, come opposizione, valuteremo se chiedere un consiglio comunale aperto anche ai cittadini. E se non succede niente non escludiamo ulteriori iniziative - conclude Maura”.

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