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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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I quarantuno profughi trasferiti da Pastena e a Giuliano di Roma
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Profughi, odissea finita. Anzi no

Pastena - Giuliano di Roma

Sono stati trasferiti a notte fonda, in gran segreto, per non destare reazioni tra i residenti. Così a tarda ora, i quarantuno profughi africani e asiatici, tutti tra i venti e i trent’anni, provenienti da Nigeria, Mali, Senegal e Bangladesh, sono giunti nella loro nuova dimora, nelle campagne tra Giuliano di Roma e Prossedi, dopo essere rimasti per sei giorni nella sala conferenze del museo di Pastena.

L’altra sera un pullman ha prelevato i giovani profughi e li ha portati in una struttura di via Casali, un agriturismo aperto anni fa e chiuso poco dopo, rilevato poi da una società di Colleferro. Una bella struttura che sorge proprio sulla strada che collega la zona della Palombara a Prossedi, un caseggiato rosso pompeiano con una cancellata color antracite, interamente ristrutturato e circondato da un ampio giardino.

I profughi sono arrivati qui da Pastena che li ha accolti dopo essere stati dirottati in un primo momento a Cassino. Un’odissea conclusa l’altra notte a Giuliano di Roma. O forse no. Il sindaco Adriano Lampazzi è stato informato dalla Prefettura dell’arrivo dei richiedenti asilo a cose fatte. Ieri mattina ha chiamato a raccolta tutti i consiglieri per stabilire il da farsi.

Si è deciso di scrivere alla Prefettura obiettando che la struttura, per questioni igienico-sanitarie, non può accogliere così tante persone e che dunque bisognerà provvedere al loro ulteriore trasferimento. Dal canto suo, il responsabile dell’associazione Integra Onlus, alla quale sono stati affidati i profughi, ha precisato di aver sottoscritto un regolare contratto di affitto con la società immobiliare di Colleferro proprietaria dell’immobile. E che dunque non intende sloggiare.

Si attende ora la risposta della Prefettura che segue costantemente la vicenda con i suoi funzionari. Intanto in paese non si parla d’altro mentre il sindaco Lampazzi è irraggiungibile. Il capogruppo di opposizione Daniele Maura taglia corto: «Non si tratta di xenofobia, il punto è che sono troppi in rapporto agli abitanti. La gente è preoccupata. Si rischia di compromettere la tranquillità del paese».

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