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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Intere aree verdi a rischio, scatta l'appello al sindaco
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Intere aree verdi a rischio, scatta l'appello al sindaco

Cassino-Sant'Elia F.

Aree verdi a rischio, scatta l’appello al sindaco D’Alessandro affinché vieti l’uso delle aree su cui pende l’ombra della contaminazione. A scendere nuovamente in campo sono gli ambientalisti di Cassino, gli stessi che per primi avevano affrontato “a mani nude”- muniti solo di mascherina - il problema legato ad una vasta zona a cavallo tra Sant’Elia e Cassino, ricadente in territorio santeliano. Proprio quella su cui si erano concentrati prima i sospetti e per la quale, poi, il primo cittadino Cuozzo aveva emanato una apposita ordinanza rendendo inaccessibile l’area e facendone espresso divieto di pascolo e coltivazione.

Ora che il problema ambientale è tornato alla ribalta, con il conto alla rovescia sull’arrivo (qualcuno sostiene l’ufficializzazione) delle analisi effettuate su acqua e terra nei posti più critici, l’appello arriva ancora una volta da- gli attivisti che a settembre entreranno a far parte della rinnovata Consulta dell’Ambiente.

«Un plauso va al sindaco di Sant’Elia Fiumerapido che, accettando le nostre richieste, ha ordinato ai titolari della struttura dove sono accatastati rifiuti posti sotto sequestro, in via Spineto, di recintare per vietare che il bestiame pascolasse tra i rifiuti, arrecando grave pericolo per l’allevamento e di conseguenza alla salute umana - ha dichiarato Edoardo Grossi, facendosi portavoce di tutti gli altri ambientalisti - Spero che anche il sindaco di Cassino emani, con la massima sollecitudine, una ordinanza per tutte le aree contaminate a tutela della salute pubblica».

La nuova Consulta dell’Ambiente, da istituirsi entro settembre, avrà una bomba pronta ad esplodere tra le mani se le ipotesi, affatto rosee, degli stessi ambientalisti dovessero trovare una rispondenza nei numeri delle analisi effettuate. Analisi che hanno riguardato già vaste aree verdi a Cassino e a in alcuni punti a confine con Sant’Elia. Anche perché, secondo indiscrezioni, si parlerebbe già di elevatissime concentra- zioni di ferro e manganese. Una ipotesi che necessita ovviamente di supporti scientifici, ma che non annuncia nulla di buono.

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