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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Braccato dopo una serie di furti, lancia un vaso dal balcone contro la polizia

Il tettuccio della volante della polizia ammaccato dopo il lancio del vaso

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Braccato dopo una serie di furti, lancia un vaso dal balcone contro la polizia

Frosinone

Una notte brava. Una serie di furti. Poi la fuga in bicicletta. E l’incontro ravvicinato con la polizia. Ma soprattutto una reazione violenta spropositata e non preventivata dagli agenti: il lancio di un vaso di fiori dal sesto piano di un palazzo che, solo per un caso, non ha colpito i poliziotti, ma ha distrutto il tettuccio dell’auto di servizio. È finito in manette, alle prime luci dell’alba, un 27enne del capoluogo accusato dei reati di furto, danneggiamento aggravato, tentato omicidio e false attestazioni a pubblico ufficiale.

Tutto inizia alle 5.40 di ieri mattina. Alla centrale della questura scatta l’allarme per un furto nella zona di Madonna della Neve. Subito sul posto viene inviata una volante per constatare l’accaduto e compiere i primi accertamenti. Nel corso del sopralluogo, non distante dal punto dove era scattato l’allarme viene notata la presenza di un uomo in bicicletta. Viene fermato e identificato per un 27enne del luogo, ma non c’è nessun indizio che possa collegarlo al fatto e quindi viene mandato via.

Non passa nemmeno un’ora che, alle 6.30, scatta un nuovo allarme furto. Nel giro di pochi minuti sono stati presi di mira un bar, una scuola e un barbiere sempre nella zona di Madonna della Neve. A segno sono andati i furti al bar e all’edificio scolastico, mentre il barbiere ha avuto danneggiata una vetrata. Gli agenti delle volanti, coordinati dal vice questore Alessandro Tocco, si mettono allora sulle trance del o dei responsabili.

Ma a differenza della prima segnalazione, questa volta vengono forniti dei particolari del ladro, come l’aspetto fisico, il vestiario e anche la bicicletta. Ed è questo particolare che mette i poliziotti sulle tracce dell’uomo fermato in precedenza in sella a una bici. Sulla base del controllo effettuato in precedenza, gli agenti si portano sotto casa del sospettato, in viale Parigi. I poliziotti, una volta giunti nei pressi del palazzo, si muovono con circospezione per non dare nell’occhio e per bloccare l’uomo prima che questi possa disfarsi della refurtiva o compiere qualche gesto eclatante.

Scesi dall’auto, gli agenti di pattuglia decidono uno di rimanere accanto al veicolo e l’altro di spostarsi per verificare se la loro presenza era già stata notata dall’uomo. Ed infatti, il ventisettenne è affacciato al balcone, al sesto piano. Evidentemente è già rincaso, ma sospetta che, da un momento all’altro, gli agenti possano bussare alla porta di casa. E così, nel tentativo di far desistere gli operanti decide di lanciare un vaso direttamente dal sesto piano in direzione degli agenti. Il gesto non passa inosservato. Gli agenti riescono a schivare l’oggetto, mentre il vaso si abbatte con una certa violenza contro l’auto. Il tettuccio del mezzo viene sfondato dall’impatto. Viene richiesto il rinforzo di un’altra volante.

A quel punto viene deciso di procedere con una perquisizione domiciliare dell’appartamento. L’uomo non ha ancora fatto in tempo a occultare la refurtiva: gli agenti, infatti, la recuperano dietro alla porta d’ingresso. Evidentemente l’uomo era appena rientrato. Tanto che, come notano gli agenti, è ancora vestito con gli stessi abiti che aveva indosso quando qualche tempo prima era stato fermato dalle parti di Madonna della Neve. All’uomo vengono contestati allora i furti compiuti nella notte, come il tentativo dal barbiere, nonché i reati di danneggiamento aggravato, false attestazioni a pubblico ufficiale durante il controllo e tentato omicidio per avere scagliato contro i poliziotti un vaso da notevole distanza. Sequestrata la refurtiva per procedere alla restituzione ai legittimi proprietari come pure la bicicletta.

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