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Nuovi guai per Franco Fiorito: la casa venduta all'asta
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Nuovi guai per Franco Fiorito: la casa venduta all'asta

Anagni

Una estate bollente e di guai per l’ex consigliere regionale Franco Fiorito. Soltanto pochi giorni fa per la ritardata regolarizzazione delle occupazioni di edilizia residenziale pubblica a Tofe Pistone, una vicenda che lo ha riguardato in qualità di ex sindaco della città dei papi, è arrivata una maxi condanna dalla Corte dei Conti a rifondere il comune di Anagni di 350mila euro. Si è trattato di una sentenza di primo grado che ha riguardato anche altre persone, e che proseguirà nelle sedi competenti in grado di appello.

Ora si riapre il caso di quando era capogruppo del Pdl alla Regione Lazio. Infatti nelle ultime ore la sua abitazione romana è stata venduta all’asta. La notizia è stata resa pubblica da Alessio Porcu sul suo personale blog nella tarda serata di mercoledì. Lo aveva disposto il tribunale di Roma al fine di recuperare una parte dei soldi che l’ex capogruppo regionale del Popolo delle Libertà deve restituire, in base alla condanna a 3 anni e 4 mesi per il reato di peculato.

L’appartamento venduto all’asta è quello di via Catania numero 69: alloggio che si trova vicino alla zona dell’università “La Sapienza”. Una abitazione dove Fiorito aveva la residenza, anche se negli ultimi anni non vi si era più recato. Si tratta comunque di un appartamento di 50 metri quadrati. La casa inizialmente è stata valutata 150mila euro, poi messa all’asta per 90mila. chiaro che un appartamento in una zona universitaria, al di là della metratura non poteva non fare gola. Una occasione da non perdere.

E la dimostrazione si è avuta dal fatto che sono stati circa un centinaio gli interessati che hanno manifestato l’intenzione di comprare la casa. Questo ovviamente ha determinato un innalzamento del prezzo come base d’acquisto. L’asta è avvenuta lunedì mattina nella massima discrezione, c’è stata una serie di rialzi e alla fine quei 50 metri quadri, camera, tinello, bagno e cucina, sono stati assegnati per 240mila euro. Una vicenda quindi quella della condanna per peculato, che per l’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio sembra non avere mai fine!

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