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Giovedì 08 Dicembre 2016

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«Lettere è una facoltà inutile»La rivolta degli studenti cassinati

La facoltà di lettere in via Zamosch

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«Lettere è una facoltà inutile»
La rivolta degli studenti cassinati

Cassino

«Studiate pure quello che vi pare, ma poi sono fatti vostri».

Il dibattito innescato dal vice direttore del Fatto Quotidiano Stefano Feltri circa l’ “inutilità” degli studi umanistici scatena l’ira degli studenti, dei laureati e dei docenti del polo di via Zamosch dell’ateneo cassinate.
Alla vigilia di ferragosto il giornalista del foglio diretto da Travaglio in un editoriale dal titolo emblematico: “il conto salato degli studi umanistici”, ha spiegato: «Tra qualche settimana molti studenti cominceranno l’università. I loro genitori che si sono laureati circa trent’anni fa potevano permettersi di sbagliare facoltà, errore concesso in un’economia in crescita. Oggi è molto, molto più pericoloso fare errori. Purtroppo migliaia e migliaia di ragazzi in autunno si iscriveranno a Lettere, Scienze politiche, Filosofia, Storia dell’arte. È giusto studiare quello per cui si è portati e che si ama? Soltanto se si è ricchi e non si ha bisogno di lavorare, dicono gli economisti. Se guardiamo all’istruzione come un investimento, le indagini sugli studenti dimostrano che quelli più avversi al rischio, magari perché hanno voti bassi e non si sentono competitivi, scelgono le facoltà che danno meno prospettive di lavoro, cioè quelle umanistiche». Quindi ecco la stoccata finale: «Fare studi umanistici non conviene, è un lusso che dovrebbe concedersi soltanto chi se lo può permettere. L’Italia è il Paese dove questo fenomeno è più marcato». Tanto basta ai docenti dell’università di Cassino - in piena campagna immatricolazioni - per salire sulle barricate a smontare pezzo per pezzo la tesi formulata da Stefano Feltri.
Il docente di Lettere classiche Michele Napolitano commenta: «A rivelarsi ributtanti, più ancora che le opinioni pur tanto rozzamente argomentate, sono le parole usate per argomentarle: la sconcezza, ignobile, del dettato».
Nello specifico per quel che riguarda poi il Dipartimento di Lettere di Cassino, di recente finito in fondo a una classifica del Censis, il professore di storia contemporanea Marco De Nicolò spiega: «Nell'ultimo triennio gli immatricolati sono cresciuti, passando dai 35 di tre anni fa ai 70 di due anni or sono fino agli oltre 100 di quest'anno. I percorsi didattici sono stati e rivisti e oggi l'offerta formativa è chiara, razionale e sostenibile. I corsi per i Tirocini formativi abilitanti per i futuri insegnati si sono stabilizzati e costituiscono una risorsa per l'intero Ateneo». Si aggiungono al coro gli studenti e alcuni rappresentanti.

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