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Mani sul tesoro degli intoccabili

Frosinone

Tre milioni di euro. A tanto ammonta il sequestro di beni a carico di un gruppo di dieci indagati, colpiti da un’ordinanza di custodia cautelare per l’operazione antidroga Intoccabili. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Frosinone egli agenti della squadra mobile hanno eseguito l’ordinanza di sequestro preventivo disposta dal gip di Roma sempre su richiesta della Direzione distrettuale antimafia,che coordina le indagini. A fine luglio erano state 36 le persone,quasi tutte di Frosinone, finite in carcere o agli arresti domiciliari. L’associazione a delinquere è contestata a 32 persone, comprese le sei ai domiciliari.

Sequestrati tre ville, di cui due con piscina, tre appartamenti, un suv, terreni per 12.000 metri quadrati d’estensione, conti correnti per qualche decina di migliaia di euro nei territori di Frosinone, Ferentino, Boville Ernica, Morolo e Supino.

«Sono il frutto dei guada- gni delle fiorente attività illecita - spiegano carabinieri e polizia - e vanno a sommarsi a quelli già requisiti durante l’attività investigativa e in sede di esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, portando così il complessivo valore di beni in sequestro a quasi tre milioni di euro».

I sequestri sono stati eseguiti nei confronti dei frusinati Diego Cupido, 45anni, considerato dagli investigatori il promotore e capo dell’organizzazione, Luigi Iaboni, 52, principale collaboratore del primo, Angela Pavia, 46, Lorena Cupido, 29, Walter Tarquini, 53, Francesca Romano, 52,Vincenzo Fiorillo, 37, Vincenzo Balbi, 31, ori- ginario di Napoli, Bruno Di Silvio, 41, di Avezzano e Mariannina Micera, 61, casertana.

A tutti, peraltro, è contestato il reato associativo. Per l’accusa, l’organizzazione gestiva, praticamente in regime di monopolio, l’attività di spaccio di cocaina, hashish e marijuana con ripartizione dei canali di spaccio.

Stando a quanto scrive il gip «essa provvede a vendere hashish in in- genti quantità a spacciatori di buona caratura locale evitando di fare loro concorrenza sul territo- rio astenendosi dallo spaccio al minuto di quella sostanza: diversamente, per lo spaccio della co- caina e della marijuana, l’organizzazione provvede, attraverso le singoli basi dispaccio approntate, alla cessione ai singoli associati».

Intanto su richiesta dei legali, il gip ha deciso di andare ai domiciliari quattro donne che erano finite in carcere. Hanno potuto lasciare Rebibbia per gli arresti domiciliari Teresa Cupido e Palma Spinelli, difese dagli avvocati Raffaele e Marco Maietta, nonché Mariannina Micera, difesa dagli avvocati Rosario Grieco e Tony Ceccarelli, e Stella Spada, difesa dall’avvocato Tony Cecarelli.

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