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Spunta pure la tassa del... tombinoIl Comune assicura: qui non si pagherà
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Spunta pure la tassa del... tombino
Il Comune assicura: qui non si pagherà

Cassino

«Attenti, ora saremo costretti a pagare anche una tassa sui tombini». Sono suonati più o meno così i messaggi circolati sul web negli ultimi giorni.

Messaggi confusi, che hanno ingenerato non pochi dubbi nei cassinati - tra lo stupore generale - su quello che tecnicamente rappresenta il pagamento per i precari edilizi (tombini, bocche di lupo, marciapiedi, griglie e tettucci) e che spesso viene indicata come la tassa del tombino.
«Davvero ci faranno pagare anche per i tombini sulle strade?», hanno rimbrottato la maggior parte dei residenti della città martire stupiti e contrariati dall’insolita e poco conosciuta imposta.
La tassa del tombino, in realtà, esiste. E in molte altre città - nonostante l’ilarità che scatena prima di metter mano al portafoglio - la tassa in questione ha già generato addirittura una “caccia agli evasori”.
C’è chi tende anche a ribadire che l’imposta sui precari edilizi, cioè sulla maggior parte dei manufatti di pertinenza di molti edifici sia pubblici che privati, non sia un’invenzione per far cassa ma un obbligo previsto per legge.
A rassicurare i condomini preoccupati e i contribuenti straziati dall’aumento esponenziale dei tributi è stato l’assessore al Bilancio del Comune di Cassino, Enzo Salera.
«Nonostante tutti i risultati raggiunti con il piano di riequilibrio e nonostante le evidenti difficoltà finanziarie l’Amministrazione di Cassino aveva necessità di reperire fondi per i tagli che vengono dal Governo centrale, ma non lo ha fatto mettendo le mani nelle tasche delle famiglie - ha commentato l’assessore al ramo, Enzo Salera - I cittadini di Cassino possono stare tranquilli che non ci sarà alcuna tassa del tombino. Approvato un regolamento che riguarda i servizi pubblici essenziali come il passaggio delle tubature, delle condotte o dei servizi elettrici e telefonici, insieme all’assessorato ai Lavori pubblici abbiamo individuato la possibilità, che è un obbligo di legge, di reperire somme non attraverso i cittadini ma attraverso le società più importanti che erogano servizi pubblici».
La somma in previsione da far confluire nelle casse comunali sembrerebbe sfiorare il tetto di un milione e centomila euro attraverso i tributi che le stesse società avranno l’obbligo di versare.
Ma, come sottolineato dall’assessore Salera, di certo non spremendo i cittadini.
La tassa del tombino resta, dunque, uno spauracchio per i cassinati rimbalzato solo sulle piattaforme telematiche. Almeno per il momento.

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