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Martedì 06 Dicembre 2016

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Accoglienza: c’è chi dice sì e chi dice no

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Accoglienza: c’è chi dice sì e chi dice no

I dati

Manca un soffio per arrivare a mille. Cinque comuni su novantuno sono oltre le loro capacità, gli altri sono nella media della cosiddetta soglia di sofferenza. Sessantanove non ne ospitano neanche uno.

Anche la Ciociaria, così come il resto d’Italia, cerca di fronteggiare la crisi causata dalla migrazione dei rifugiati. A scattare la fotografia del flusso degli spostamenti è stato lo studio del sito lucyfy.com, pubblicato da La Stampa di Torino. Cliccando su ogni singolo paese è possibile osservare la presenza o l’assenza dei richiedenti asilo. Numeri da non confondere con gli extracomunitari che vivono nel Frusinate per un altro motivo. Quello che emerge è che al 20 luglio scorso, ovvero prima dell’arrivo di nuovi profughi, in ventidue paesi della provincia erano già presenti 756 persone in fuga dalla guerra. A Frosinone 135, a Cassino 73, ad Alatri 86, a Sora 48, a Ceccano 46, ad Anagni 2, a Ferentino 21, a Veroli 2, a Pontecorvo 70, a Isola del Liri 41, a Fiuggi 30, a Ceprano 56, a Roccasecca 13, ad Arpino 65, a Supino 13, a San Giovanni Incarico 9, a San Vittore 20, a Strangolagalli 5, ad Arnara 4, a Rocca d’Arce 11, a Falvaterra 15.

Il punto è che il nuovo Piano del Viminale prevede una redistribuzione dei richiedenti asilo e dei rifugiati dalle grandi metropoli verso i centri più piccoli. L’obiettivo del Governo è quello di piazzare 2,5 migranti ogni mille abitanti. I comuni del Frusinate in cui è già scattato l’allarme rosso, in maniera percentuale rispetto alla popolazione residente, sono Pontecorvo con un più 111%, Ceprano con un più 152%, Arpino con un più 258%, Rocca d’Arce con un più 359% e Falvaterra con un più 983%. Ad ospitare i nuovi arrivi, disponibilità dei sindaci permettendo, dovrebbero essere tutti gli altri.

I numeri dicono che sopra la media, anche se la situazione non è critica, sono Alatri con più 19%, Isola del Liri con un più 40,9%, Fiuggi con un più 14,9%, Supino con un più 7 %, San Giovanni Incarico con un più 8%, San Vittore del Lazio con un più 52% e Frosinone con un più 17%.

Quello che emerge è che la distribuzione è molto squilibrata. Il progetto voluto dal ministro Alfano, nato dopo che nei giorni scorsi molti primi cittadini italiani hanno lanciato un grido d’allarme, schiacciati sotto il peso della pressione del- l’opinione pubblica, potrebbe cambiare le carte in tavola: “Le difficoltà ci sono, le proteste anche, ma l’accoglienza - ha sempre ripetuto il prefetto Emilia Zarrilli - in emergenza è un problema che deve coinvolgere tutti”.

Una circolare del Viminale consente ai migranti di svolgere lavori socialmente utili ma solo in qualità di volontari. Più volte l’ufficiale di Governo di Frosinone ha chiesto ai primi cittadini, tramite il rappresentate dell’Anci, di attivare tale possibilità. Al momento tutto tace. Ora, però, se le decisioni adottate del Ministero dell’Interno si tradurranno in fatti concreti, ad essere coinvolti sa- ranno tutti quei sindaci che al momento fanno orecchie da mercante.

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