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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Immigrati: ora è emergenza. Ciociaria come Lampedusa. Scoppia la protesta popolare

Il campo di accoglienza dei profughi allestito a Frosinone nell'area dell'Ex Mtc

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Immigrati: ora è emergenza. Ciociaria come Lampedusa. Scoppia la protesta popolare

Frosinone

La maggior parte di loro era seduta tra la parete della struttura dell’ex Mtc di Frosinone e le sette tende allestite per l’accoglienza.
Qualcuno stava ascoltando la musica con gli auricolari, altri chiacchieravano e più di qualcuno passeggiava lungo quei trenta-quaranta metri dell’area dove sono da sabato sera. C’era anche chi era in un angoletto, solitario, e appariva un po’ spaventato. Altri avevano il sorriso stampato sulle labbra, ma trapelava comunque quel senso di paura, misto all’incertezza. Molti ci hanno salutato, ci hanno sorriso. Sembrava come se volessero capire o accertarsi, che dall’altra parte potesse esserci “accettazione”
del "diverso". Ieri siamo andati nella sede comunale dove è allestito il centro di accoglienza. Così hanno lo hanno definito gli addetti ai lavori. Perché in quell’area gli immigrati si trovano solo di passaggio, in attesa che le strutture dove dovranno essere ospitati saranno pronte. Il campo sarà smontato domani, così come annunciato dal prefetto di Frosinone, la dottoressa Emilia Zarrilli, durante il vertice che si è tenuto ieri pomeriggio. Parlano tutti francese, arrivano dai paesi del nord Africa e sono cattolici. Tra le prime richieste fatte ai volontari della Croce Rossa, invece del cibo, la presenza di un sacerdote. Lo attendevano ieri mattina. I trenta immigrati sono arrivati l’altra sera nell’ex Mtc. Per loro è stata allestita una tendopoli dalla Croce Rossa e dalla Protezione Civile. I volontari hanno raccolto l’appello e l’invito del prefetto.

Domenica pomeriggio l’abbiamo raggiunta telefonicamente. Era negli uffici di piazza della Libertà ad affrontare l’emergenza. Un’emergenza che è diventata non più giornaliera ma che deve essere affrontata “ora per ora” in caso di “chiamata”. Ne erano arrivati quarantacinque nelle scorse settimane a Fiuggi, tra questi di quindici si sono perse le tracce. Non sono rientrati più in
albergo. Altri sono giunti sabato a Frosinone e domenica sera e ieri mattina un gruppo ha raggiunto le strutture della Caritas
diocesana di Sora. Sempre ieri alle 5 undici sono stati ospitati dalla Caritas di Frosinone suddivisi in gruppi e fatti arrivare nelle
strutture non solo del capoluogo, ma anche di Castro dei Volsci e Alatri, grazie alla sinergia con la diocesi di Anagni-Alatri.
Altri ancora potrebbero arrivare in Ciociaria. Difficile sapere quando, difficile farsi trovare preparati. La situazione cambia di ora in ora. Un’emergenza con cui bisogna fare i conti. Bisogna trovare strutture idonee dove poterli accogliere. E non è affatto facile: la Ciociaria non ne dispone. Un’emergenza nell’emergenza. 

Intanto, esplodono le polemiche dei cittadini. In molti sono preoccupati, esprimono timori, paure. Non aiutano, di certo, gli atti terroristici, le storie di stragi per mano di stranieri. Non sanno chi sono, da dove vengono. Numerosi i commenti, molti anche
forti, di disprezzo sulla presenza dei profughi nel Frusinate. La gente si divide tra chi appoggia la decisione di accogliere persone che fuggono dalla morte, dai conflitti, dalla fame, lasciando famiglie e affetti per un futuro migliore. Dall’altra c’è chi non le manda di certo a dire. Rabbia, disprezzo, paura. Sentimenti forti che tantissimi cittadini esternano. Una polemica infuocata che viaggia soprattutto sul web, dove sono state postate foto delle tende montate all’ex Mtc e i commenti sono infiniti, la maggior parte impossibile da pubblicare.

«Non li vogliamo. Devono andare via. Abbiamo paura. Chi sono? Possiamo fidarci?». Il sunto dei pareri, tradotti in maniera meno offensiva possibile, riportati su Facebook e raccolti tra la gente. Domani, dunque, la tendopoli scomparirà dalla sede dell’ex Mtc, i profughi saranno trasferiti altrove, verranno poste in essere le soluzioni alloggiative. Per le prime ore di questa mattina erano programmati cento nuovi arrivi nel Lazio. La speranza è che non giungano in provincia di Frosinone, dove ancora si cerca di trovare un’idonea sistemazione agli immigrati già presenti.

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