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In Consiglio la ressa dei capigruppo Quasi tutti rappresentano se stessi

Il Consiglio comunale di Ceccano

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In Consiglio la ressa dei capigruppo
Quasi tutti rappresentano se stessi

Ceccano

C’è un’altra assise a Palazzo Antonelli oltre al Consiglio comunale.

È affollata quanto e spesso più delle sedute consiliari. Proprio come l'assemblea civica, si riunisce periodicamente e anzi anticipa ogni riunione di Consiglio. È la conferenza dei capigruppo, mai così popolata come in questa consiliatura. Così hanno decretato i ceccanesi con il voto del 31 maggio scorso, quando hanno eletto quindici consiglieri appartenenti a dodici liste diverse, una polverizzazione record segnata già in campagna elettorale da una ressa senza precedenti con otto aspiranti sindaci, oltre 400 candidati al Consiglio e 28 liste ai nastri di partenza.

Il quadro non è cambiato in assise, dove ogni lista con almeno un eletto ha conservato la sua prerogativa di gruppo. Gruppo si fa per dire, visto che nell’80 per cento dei casi si tratta di monogruppi, cioè consiglieri politicamente solitari anche se fanno parte di una coalizione. È giusto il caso della maggioranza perché l’opposizione in aula ci va in ordine sparso, ognuno per conto suo, senza alleanze.

Va da sé che ogni gruppo ha un suo capo, quasi tutti capigruppo di se stessi. Tanto che per il presidente dell’assise Marco Corsi convocare la Conferenza dei capigruppo è una faticaccia: ogni volta dodici convocazioni con altrettante raccomandate o e-mail certificate.

La lista è lunga: in maggioranza Ginevra Bianchini per Caligiore Sindaco (tre consiglieri), Mauro Roma per L’Altra Ceccano (due), Angelo Macciomei per Noi per Ceccano (due con il presidente Corsi) e i capigruppo “solitari” Giuseppe Malizia per Nuova Vita, Marco Mizzoni per Patto Civico e Alessandro Savoni per Unione per Ceccano.

Frammentazione ancor più accentuata sui banchi della minoranza, con i cinque consiglieri di opposizione divisi in altrettanti gruppi. Anche Gianni Querqui e Tonino Aversa hanno “divorziato” dopo aver concorso nella stessa coalizione: il primo rappresenta in Consiglio le liste Riformismo Progresso e Libertà, Movimento Giovani per Ceccano, Per la Gente, Insieme per Ceccano, il secondo la lista Movimento Popolare per Ceccano.

Con loro siedono Luigi Compagnoni per le liste Psi, Idv, Impegno Comune per Ceccano, Città Nuova e Adesso Possiamo, Giulio Conti per il Pd e l’ex sindaco Manuela Maliziola per Il Nostro Momento Lavoro Famiglia Sociale (Urd). Dall’altra parte dell’aula consiliare, a rimarcare le distanze dall’opposizione di area centrosinistra, siede infine Filippo Misserville in rappresentanza delle liste Cittadini di Ceccano e Ceccano d’Argento.

Accade così che alle Conferenze dei capigruppo si registrino più presenze che in Consiglio comunale. Un paradosso tutto ceccanese dovuto al fatto che ai dodici capigruppo si aggiungono il presidente dell’assise, il sindaco e il segretario comunale. Per non dire di quando serve la presenza di uno o più assessori e dei rispettivi dirigenti di settore per esaminare le delibere da porre all’ordine del giorno della discussione consiliare. Si arriva facilmente a una ventina di persone, più dei presenti ai Consigli comunali.

E per la Conferenza dei capigruppo, tenuta normalmente nella piccola saletta dei consiglieri, al primo piano di Palazzo Antonelli, spesso restano solo posti in piedi.

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