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Elezioni, ora la gente vuole la verità: "Si faccia chiarezza il prima possibile"
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Elezioni, ora la gente vuole la verità: "Si faccia chiarezza il prima possibile"

Cassino

Come sempre, nell’epoca di Facebook, Twitter e Whatsapp, la protesta corre anzitutto sui social. E corre forte: da un gruppo all’altro. Ma non c’è solo la piazza virtuale. C’è anche e soprattutto quella reale. Quella dei bar e dei marciapiedi. Del mercato settimanale e dei giardinetti. In ogni dove i cittadini di Cassino parlano di quello che è successo negli ultimi giorni. E chiedono di sapere la verità.

Andiamo con ordine: il 21 giugno D’Alessandro si è insediato in Comune avendo sconfitto Petrarcone. Ma la commissione elettorale ha commesso un pasticciaccio e così alcuni consiglieri che risultavano eletti si sono ritrovati fuori. Questo ha dato il la per il primo ricorso al Tar, quello di Claudio Trotta. Poi anche Petrarcone ha fatto richiesto di accesso agli atti. Apriti cielo. Ha scoperto cose che non immaginava neanche lontanamente: il ricorso al Tar era il minimo sindacale.

Giovedì, mentre Peppino era in viaggio verso Latina a depositare l’istanza, si è scoperto che un candidato della compagine di Tullio Di Zazzo era presente in due liste, la 25 e la 26. «Questo non è niente», ha commentato l’ex sindaco con l’aria di chi la sa lunga. E infatti l’altro ieri dalle indagini che sta portando avanti la Procura - parallelamente ai ricorsi al Tar - sono spuntati voti senza elettori. Circa 15 persone, che risultano aver votato alla sezione 30, hanno dichiarato ai carabinieri di non essere andati a votare. Uno, addirittura, era in Svizzera. Tutte sono state identificate come persone conosciute, anziché con il numero della carta d’identità.

Le presunte irregolarità, oltre che S. Angelo, riguarderebbero anche le sezioni di Caira e del Colosseo. Ma gli elettori, quelli che alle urne ci sono andati regolarmente, vogliono che il giallo venga risolto. «L’ombra dei brogli non fa bene a nessuno – si legge e si sente da più parti - si faccia chiarezza il prima possibile». E il caso Viareggio “impazza” dappertutto. Su Cassino si deciderà il 17 novembre.

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