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Accampato per giorni, affamato e disperato
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Accampato per giorni, affamato e disperato

Arce

Profugo fuori protezione Sprar, si accampa davanti alla sede della cooperativa che gestisce il progetto. Molto probabilmente cercava aiuto ed accoglienza, il giovane di colore che per alcuni giorni ha dormito all’aperto in via Milite Ignoto.

La sua presenza è stata notata da diversi cittadini che l’hanno segnalato al Comune di Arce, alla parrocchia e alle forze dell’ordine. Da quanto si sa, nei mesi scorsi, il migrante avrebbe fatto parte del locale sistema di protezione che si occupa di richiedenti asilo e di rifugiati. In questi sistemi i profughi arrivano dopo molti mesi non facili passati nei centri di accoglienza. Entrare a far parte di uno Sprar per loro è una sorta di terra promessa. Qui finalmente hanno la possibilità di abitare in una casa vera, seguire corsi di italiano e iniziare tirocini formativi.

L’obiettivo è quello di rendere autonomo il migrante e avviarlo al mondo del lavoro in modo da avere una prima indipendenza economica ed una vita dignitosa. Purtroppo però, trascorsi i mesi previsti dal progetto, molti finiscono in mezzo alla strada. Ed è probabilmente la storia di questo giovane che ora non sa dove andare. Nonostante il rilascio del permesso di soggiorno, infatti, non è facile trovare una sistemazione e rifarsi una vita. Sami (questo sarebbe il suo nome) è andato via da Arce in cerca di una migliore sistemazione.

Di carattere non facile, avrebbe avuto rapporti difficili e numerosi problemi sia con i suoi compagni che con gli operatori della cooperativa. A Roma avrebbe vissuto diverse settimane da solo senza una fissa dimora e con grosse difficoltà anche solo per mangiare. Alla fine ha pensato di tornare ad Arce, alla ricerca di chi l'aveva accolto per primo, ma qui ora non c'è più spazio per lui.

A quanto pare, infatti, i carabinieri l'avrebbero invitato a lasciare il paese e messo su di un treno in cerca di un posto dove stare. Una storia triste che fa da contraltare ad altri casi di giovani rifugiati che, finita la protezione dello Sprar, hanno trovato posto in alcune famiglie del paese. Ma, senza un lavoro, per quanto ancora potranno rimanere?

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