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Suicidi per la crisi economica: i casi aumentano. E in Ciociaria è buio pesto

Foto d'archivio

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Suicidi per la crisi economica: i casi aumentano. E in Ciociaria è buio pesto

Ciociaria

Speravamo di non dover mai parlare di certi dati, ma visto che l’incremento dei suicidi ha interessato molto anche la Ciociaria
negli ultimi mesi, siamo andati a vedere se il fenomeno presentasse realmente dei parametri critici, e purtroppo li abbiamo riscontrati: nelle regioni del Centro Italia c’è il maggior numero di suicidi per ragioni economiche, il 27,2%. Mentre al Sud si registra un 25,9%. Questa geografia esprime una rappresentazione quanto mai attuale della condizione professionale delle vittime di suicidio. Il 50,6% di esse è relativa a disoccupati, il 34,6% si riferisce a imprenditori (tuttavia in calo rispetto al 2015, quando la percentuale era del 46,1%, un dato questo che, si fa per dire, è “ai minimi” dall’inizio del monitoraggio).

Complessivamente, nel primo semestre 2016 sono 81 i casi di suicidio in Italia dovuti alla crisi. La tendenza è in crescita di quasi il 20% rispetto a quanto rilevato nella seconda metà dello scorso anno, quando il fenomeno sembrava segnare una prima inversione di tendenza nella sua triste escalation. Il mese di giugno, in particolare, è stato il peggiore dall’avvio dello studio avvenuto nel 2012, con 19 casi. Ancor più rispetto ad altri mesi più tragici, come febbraio 2016 e maggio 2015.
Il primato comunque ce l’ha la Campania - che l’ha sfilato al Veneto il quale era primo nel 2015 - seguita da Sicilia, Lombardia, Lazio e Marche.

È la regione sfondo del maggior numero di vittime, pari al 13,6%. Per quanto riguarda l’età, invece, l’aggiornamento segnala un balzo del numero di vittime di età compresa tra i 45 e i 54 anni, mentre è stabile il dato relativo alla fascia di età dei 55-64enni. Per fortuna cala la quantità di suicidi tra i giovanissimi, chi aveva meno di 35 anni è l’8,7%, si è scesi dal 12,4% del 2015. In generale, dal 2012 al primo semestre 2016, è sempre il Veneto la regione epicentro del fenomeno,
mentre i capoluoghi di provincia più colpiti sono Venezia, Padova, Napoli, Salerno e Treviso. Secondo gli studiosi il fenomeno -
che prima interessava principalmente le regioni settentrionali (specie il Nord-Est) data la forte densità del tessuto industriale,
ha mostrato nell’arco del quadriennio una progressiva uniformità in tutto il territorio nazionale. Ma oggi il quadro è invertito.
Sia il Nord-Est che il Nord-Ovest registrano rispettivamente il 17,3% e il 16%. I dati sono stati resi noti dall’Osservatorio
Suicidi per crisi economica istituito nel 2012. La fonte è il sito web “12alle12.it”.

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