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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Quote per il trasporto e pasti mensa Se non abiti in città paghi di più
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Quote per il trasporto e pasti mensa
Se non abiti in città paghi di più

Cassino

La scuola non è ancora iniziata, ma i problemi non si fanno attendere.

Non sono argomenti nuovi, ma di sicuro attuali. Perché, come ogni anno, balzano agli onori della cronaca, riempiono le prime pagine dei giornali e suscitano clamore e scalpore. Ma quest’anno le mamme scendono in protesta per le tariffe.
Il Comune infatti ha graziato i residenti mantenendo invariate le quote per il trasporto e i pasti alla mensa, ma ha aggravato le tasche dei non residenti.
«Una scelta che abbiamo fatto perché abbiamo ritenuto più giusto andare incontro ai nostri cittadini che pagano le tasse qui e no a chi porta i figli nelle scuole della città martire pagando le tasse invece nei comuni limitrofi», ha spiegato l’assessore Enzo Salera.
Sono già centinaia le mamme che sono pronte a mobilitarsi e a scendere in piazza se necessario, per protestare contro il caro mensa e l’aumento delle tariffe per i servizi dell’infanzia deciso dal Comune, guidato dal sindaco Samuele Petrarcone.
Da quest’anno i piccoli alunni non residenti pagheranno il pasto ben 5,18 euro contro i 4,50, il 15,11% in più.
«Noi non siamo genitori furbi, né utenti di serie B - ha tuonato una mamma - i nostri figli, almeno la maggior parte di loro vengono a scuola a Cassino perché noi lavoriamo in questa città. Magari al nostra colpa è quella di non votare in questo paese. Chi lo sa. Sta di fatto che a pagare le spese ancora una volta siamo noi».
«I nostri figli portano soldi a questa città, materiale scolastico, attività sportive, abiti per le cerimonie visto che il catechismo lo fanno a Cassino. Ma quello va bene, i fuorisede così vanno bene - ha continuato un’altra mamma - Noi non vogliamo non pagare il servizio erogato, ma vogliamo pagare una quota accessibile. Pagare un pasto per un bambino di sette anni 5,18 euro è assurdo se si pensa che alle tavole calde con un euro in più ci mangia abbondantemente un adulto».
La scuola non è ancora iniziata ma già si profila una dura guerra. Alcuni genitori incalzano: «Troveremo soluzioni “furbette” anche noi».

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