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Il Comune di Cassino

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Acqua ed Acea, è braccio di ferro

Cassino

Ricorsi e controricorsi. La delibera di Durante, Palombo e Iannone; il caso di Acqua Campania. Senza escludere le soluzioni prospettate dall’opposizione petrarconiana. E poi c’è il tavolo tecnico. Il sindaco Carlo Maria D’Alessandro sta insomma battendo tutte le strade per vincere la partita contro Acea e impedire la riconsegna degli impianti.

Anche se non è affatto facile: la sentenza del Consiglio di Stato, depositata il 19 maggio scorso, non lascia spazio a diverse interpretazione e mette per iscritto nero su bianco che il Comune deve riconsegnare gli impianti idrici. Venerdì il consiglio di Stato ha ritenuto di respingere l’istanza di proroga dei tempi per la consegna degli impianti idrici ad Acea presentata dal sindaco.

I giudici di vertice della giustizia amministrativa hanno invitato il primo cittadino a collaborare con il commissario Ernesto Raio: «Il Comune può collaborare con il vice prefetto evitando così di trovarsi in una situazione di oggettivo inadempimento». Ma D’Alessandro, indebolito ma non sconfitto, rialza il gomito dal tavolo e tenta il contrattacco deciso a vincere la partita a braccio di ferro. «Si tratta di un atto quasi dovuto - commenta - ma che non cambiala sostanza dei fatti. Il nuovo ricorso per l’ottemperanza che è stato proposto da Acea ed il ricorso che noi inoltreremo la prossima settimana contro la nomina del commissario prefettizio, paralizzano a tutti gli effetti le eventuali iniziative commissariali» .

E poi aggiunge: «Sebbene il commissario prefettizio abbia urgenza, vera o presunta, di venire la prima settimana di agosto per redigere un eventuale verbale di consegna degli impianti, in realtà le sue attività sono già di per se paralizzate dal nuovo ricorso per ottemperanza promosso dal gestore idrico e definitivamente fermate con l’istituendo ricorso contro la sua nomina. Specificatamente in relazione alla nostra strategia difensiva che riguarda la sottoscrizione della convenzione con Acqua Campania e il ristoro delle opere di adduzione di Monte Trocchio». Ora è Acea a dover reagire. E la partita continua.

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«Il commissario ad acta che si è insediato il 14 luglio, entro il 27 luglio dovrà fornire tutta la documentazione affinchè nella prima settimana di agosto avvenga la consegna degli impianti comunali ad Acea». Dalla prefettura viene dettata la road map, ma Carlo Maria avverte: «Purtroppo per Acea gli interlocutori sono cambiati e noi faremo del tutto per tutelare i cittadini e far si che l’acquedotto rimanga del suo legittimo proprietario, ovvero la città di Cassino».

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