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«Danni per 440mila euro». L’accusa a Fiorito e Noto
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«Danni per 440mila euro». L’accusa a Fiorito e Noto

Anagni

Danno erariale e condanna a risarcire il comune di Anagni per la cifra di 443.769mila euro, questa la richiesta del sostituto procuratore Tammaro Maiello dinanzi ai giudici della Corte dei Conti nei confronti dell’ex sindaco Franco Fiorito, l’ex vice-sindaco Carlo Noto, dell’ex assessore alla casa Paolo Cortina e dell’allora responsabile dell’ufficio patrimonio Antonio Salvatori.

Dopo l’estate si avrà la sentenza e solo allora si saprà se sarà accolta la linea accusatoria o se prevarrà quella difensiva. La cronaca Giovedì si è svolta una nuova udienza di un processo che risale a vicende molto datate. Per l’ex sindaco Franco Fiorito si tratta di un altro procedimento, rispetto al suo mandato di sindaco (da aprile 2001 ad aprile 2005) e al successivo periodo in cui ha ricoperto l’incarico di direttore generale dell’ente, essendo anche consigliere regionale.

La procura contabile lo accusa di “aver volutamente trattenuto” la pubblicazione sull’albo pretorio della delibera n.134 del 14 aprile 2005, con la quale le graduatorie di 35 appartamenti di edilizia residenziale di proprietà del comune, ubicati nella zona di via Tofe Pistone, sarebbero diventate definitive. In poche parole per l’accusa Fiorito avrebbe impedito la regolarizzazione degli affitti andando così incontro alle esigenze degli affittuari, tenendo conto che in quelle settimane si sarebbero svolte prima le elezioni regionali e poi quelle comunali.

Su questa vicenda nella giornata di giovedì è stato ascoltato l’ex vice sindaco Carlo Noto. L’avvocato dell’ex vice sindaco, Massimo Cocco, ricorda che l’ente non avrebbe subito nessun danno reale, anche perchè si è avuta la regolarizzazione della situazione degli affittuari in maniera definitiva.

Anzi ha aggiunto che proprio quelle amministrazioni avevano regolarizzato situazioni antecedenti e risalenti al periodo degli anni novanta fino al 2000. La difesa mostra quindi fiducia che la Corte dei Conti possa non accogliere le tesi accusatorie data l’esistenza di un danno ipotetico più che reale, visto che tutto è stato da tempo regolarizzato. Ora i giudici entro un paio di mesi, al massimo tre, prenderanno una decisione. Infine va ricordato che in merito ai 443.769 mila euro contestati l’accusa attribuisce a Fiorito il 44% di quella somma.

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