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Domenica 11 Dicembre 2016

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Agenzia del farmaco. È derby
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Agenzia del farmaco. È derby

Frosinone - Latina

Investimenti in ricerca aumentati del 15% negli ultimi due anni. Domande di brevetto cresciute del 54% nel 2015. Anche l’Italia è pienamente coinvolta nello sviluppo del settore farmaceutico. Un “rinascimento” che vede protagoniste Frosinone e Latina. A certificarlo sono i numeri. Il Lazio, infatti, è la seconda regione, dopo la Lombardia, con più di cinquanta aziende specializzate nel settore. La gran parte sorgono nelle aree industriali della Ciociaria e del Pontino.

Le due province, pertanto, potrebbero diventare calamita di innovazione e hub europeo degli studi clinici. Tanto da dare vita ad un derby sulla possibilità di ospitare la sede europea dell’agenzia del Farmaco, l’organismo che ha il compito di tutelare e promuovere la sanità pubblica, attraverso la valutazione scientifica delle domande finalizzate ad ottenere l’autorizzazione Ue per l’immissione in commercio dei medicinali. La sfida si inserisce nella “non intesa” tra il governatore del Lazio Nicola Zingaretti e il sindaco di Roma, Virginia Raggi.

Il presidente della Regione è, infatti, intenzionato a candidare la capitale come sede dell’organismo europeo. Ma per il primo cittadino grillino non si tratta di una priorità. Tentar non nuoce. È la filosofia del senatore Claudio Moscardelli. L’esponente dem pontino intende proporre a Zingaretti e al premier Renzi di candidare Latina. «Nelle statistiche nazionali - evidenzia il parlamentare - la pro vincia di Latina è al primo posto per quanto riguarda il volume di produzione e di export nel settore farmaceutico».
Il senatore fa notare che alcune di esse, come nel caso dell’AbbVie, «hanno effettuato nuovi investimenti produttivi.In altre parole il nostro territorio ha le carte in regola per partecipare alla sfida che si apre; sfida che a suo volta vuol dire progettare una nuova stagione di sviluppo industriale per la provincia di Latina».

Piatto ricco, mi ci ficco. È, invece, la parola d’ordine che il consigliere provinciale Danilo Magliocchetti chiede di adottare a tutta la classe politica del Frusinate. «Se la città di Roma, sembrerebbe, quindi,non essere interessata ad ospitare la sede dell’Agenzia europea del farmaco, dopo che questa dovrà spostarsi da Londra in Italia causa effetto Brexit, la circostanza potrebbe essere di particolare interesse, invece, per la provincia di Frosinone e candidarsi, a pieno titolo, ad accogliere questa importante e prestigiosa sede. Il presidente Zingaretti, sulla base dei numeri del comparto farmaceutico nella Regione, è auspicabile che coinvolga in questa vicenda, tutto il territorio del Lazio e non solo Roma, se la Capitale, alla quale va chiaramente riconosciuta la prima scelta, risulterà effettivamente non interessata. Parliamo, infatti, di più di 50 aziende per 15mila addetti, oltre a un indotto di quasi 20mila lavoratori. Un settore che continua a crescere».

Magliocchetti, fa notare che: «negli ultimi tre anni, il Lazio è diventato la prima regione in Italia per l’export con più di 7 miliardi di vendite all’estero ed è la seconda per importanza e numero di lavoratori. In questo contesto, in provincia di Frosinone in particolare, esistono degli insediamenti industriali del settore farmaceutico di assoluto pregio, eccellenza e rilevanza internazionale. Giova ricordare, a mero titolo di esempio, il Gruppo BMS, Sanofi; Patheon, Biomedica Foscama, Special product’s line e tante altre realtà ancora. A queste, si aggiunga che in Ciociaria esiste anche un consistente e diffuso tessuto di Pmi, con elevato patrimonio tecnologico, operanti nei comparti dei dispositivi medici, delle biotecnologie della salute, dell’informatica applicata alla ricerca ed ai servizi in campo medico-sanitario e alla farmaco-genetica.

Un territorio, quindi, di grande riferimento per il comparto farmaceutico. Inoltre, secondo i recenti dati forniti da Unioncamere nel rapporto “L’Industria Chimico-Farmaceutica nel Lazio” questa importante realtà laziale, continua a vivere e a crescere grazie anche a 900 ricercatori e alle collaborazioni con le Università di Cassino, della Sapienza di Roma e con il Parco Scientifico e Tecnologico del Lazio Meridionale. Ed ancora, sempre secondo i dati di Unioncamere, delle 2307 imprese nel Lazio che possono essere incluse nella definizione di settore chimico-farmaceutico, mentre il 54% delle imprese ha sede legale a Roma, ben il 19% ha sede a Frosinone».

Quindi l’appello: In Ciociaria, dunque, ci sono tutte le premesse, sia dal punto di vista produttivo, che tecnologico che della ricerca per legittimamente avanzare, al pari di altri territori della Regione, la propria candidatura ad ospitare la sede dell’agenzia europea del farmaco. A tale scopo, sarebbe quindi opportuno ed utile un documento condiviso con tutti i sindaci del comprensorio interessato, sempre in prima linea a difesa dei propri territori e con la Provincia di Frosinone, per avanzare ufficialmente al presidente Zingaretti questa candidatura».

Un settore che non conosce crisi

Le province di Frosinone e Latina volano nel settore farmaceutico, precisamente nell'export. Un segnale in netta controtendenza rispetto agli altri indicatori delle classifiche sulla qualità della vita. Latina prima, Frosinone seconda. Davanti a Milano, Ascoli Piceno, Bari, Parma, Napoli, Monza-Brianza, Firenze. Il Basso Lazio eccelle e si prende una rivincita niente male a pochi giorni dalla classifica sulla qualità della vita. Sul tema dell’export farmaceutico, dove peraltro le due province da anni primeggiano.

E siccome i numeri hanno la testa dura, allora partiamo dai numeri: in provincia di Latina il settore sviluppa, in termini di esportazioni, 3.855.000.000 di euro (l’incidenza sull’export dell’intero manufatturiero è dell’81,6%), ai quali bisogna aggiungere i 2.378.000.000 di euro della provincia di Frosinone (il 66,1% del manufatturiero). Un 2015 altamente positivo, come confermato dai dati di Farmindustria, pubblicati da Il Sole 24 Ore.

L’elemento che maggiormente balza agli occhi è che le province di Latina e Frosinone fanno registrare numeri altissimi in un settore chiave dell’economia nazionale, con una produzione annuale pari a 28,7 miliardi di euro, in salita del 6,3%. Con investimenti aumentati del 10%. Va pure detto che le prime venticinque province della speciale classifica realizzano il 90% dell’export farmaceutico. Ma tanto per fare dei raffronti significativi, la provincia di Roma, che è undicesima in classifica, sviluppa un valore di 262 milioni di euro di esportazioni. Distante anni luce dalle cifre che si producono a Latina e Frosinone.

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