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Sabato 10 Dicembre 2016

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Pendolari sempre più distrattiSui treni si dimentica di tutto
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Pendolari sempre più distratti
Sui treni si dimentica di tutto

Frosinone

Sono distratti questi viaggiatori. Parafrasando un vecchio motto si ha la dimensione di cosa si può trovare sui treni a fine corsa.

I pendolari della linea ferroviaria che collega la Ciociaria con la capitale per fretta o, più semplicemente, per sbadataggine, lasciano sui sedili e sui vani porta oggetti praticamente di tutto.
«Non c’è oggetto che non si sono dimenticati», commentano dalla polizia ferroviaria del capoluogo. Gli agenti dell’ispettore capo Roberto Mastracco in servizio sulla tratta Roma-Cassino, ma anche il personale delle Ferrovie dello Stato ogni giorno rinviene una miriade di oggetti, da quelli di uso comune ai più strani, da quelli di scarso valore a quelli di grande valore. C’è in pratica di tutto, ombrelli, chiavi, sciarpe, giacche, borse, computer portatili, tablet, telefonini, i-pod, libri, tesi di laurea, strumenti musicali come una tromba e un clarinetto e perfino le pergamene di laurea.
Tutti oggetti che, complice la chiusura da parte di Ferrovie dello stato dell’ufficio oggetti smarriti, dal lontano 13 giugno 2009, è molto difficile ritrovare. O ce ne ricordiamo subito, magari quando il treno è ancora in transito, o possiamo dire addio al telefonino, agli occhiali e ai documenti. A meno che non si possa contare su qualche anima pia o sulla buona volontà del personale della polfer che, più di qualche volta, ha preso in custodia oggetti preziosi e ha fatto sì che chi li aveva smarriti li abbia poi ritrovati.
Difatti se il treno è in marcia, si può contattare il capotreno con buone probabilità di ritrovare l’oggetto smarrito. Che a quel punto viene lasciato al primo posto della polfer il quale poi provvederà a contattare il proprietario e a mettersi d’accordo per la restituzione. Di solito è il proprietario a incaricarsi di raggiungere la stazione dove l’oggetto è stato depositato. Se invece dello smarrimento ci si accorge solo a distanza di ore o nei giorni successivi al viaggio, l’impresa diventa praticamente impossibile. Gli oggetti, eventualmente rinvenuti dal personale addetto alle polizie, finiscono o meglio dovrebbero finire negli uffici oggetti smarriti dei comuni. Ed è lì che si potrebbero ritrovare, sempre che si sia in grado di dimostrarne la proprietà. C’è poi una terza possibilità che l’oggetto sia direttamente riconducibile al possessore, come può essere per le analisi cliniche, i documenti d’identità. Per il resto la percentuale di ritornarne in possesso scende vertiginosamente come quel laureato che ha smarrito la sua pergamena e non l’ha più ritrovata. Per sua fortuna, invece, il proprietario del clarinetto lo suona ancora.

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