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Incendiano la pandiera del PD e postano la foto su Facebook: scoppia un putiferio
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Incendiano la bandiera del PD e postano la foto su Facebook: scoppia un putiferio

Ceccano

Due attivisti vicini al Movimento 5 Stelle hanno bruciato ieri, nel quartiere DiVittorio, una bandiera del Partito democratico. Scoppia il putiferio sui social e immediate sono le reazioni da parte degli esponenti del Pd.

La bandiera bruciata

«Un gesto da condannare. Si possono avere idee politiche diverse, ma bruciare una bandiera è un gesto gravissimo. Stiamo valutando, a tutela dell’onorabilità del partito che rappresento, se ci siano risvolti penali» ha dichiarato Simone Costanzo, segretario provinciale del Pd. Gli fa eco il capogruppo in consiglio comunale Giulio Conti: «Un atto gravissimo. Il Pd non si è mai permesso di entrare nelle dinamiche di altri partiti. Ci sentiamo offesi come partito del Governo centrale e della Regione. Chiediamo le scuse formali del Movimento e l’espulsione di chi si è reso protagonista di questo gesto vile. Questa storia non finisce qui. Il Pd sia ceccanese che provinciale chiederà ai deputati e ai senatori di riferimento di portare il caso in Parlamento».

Anche Emanuela Piroli, dei Think dem parla di «un gesto da condannare. Un’immagine e un metodo che non appare democratico. Non si può bruciare una bandiera che rappresenta le persone che stanno dietro a quell’idea, anche se non la si condivide. Bisogna sempre attivarsi con proteste civili e con confronti leali e aperti». Intanto il Movimento Ceccano 5 Stelle, attraverso la sua pagina Facebook «si dichiara estraneo e si dissocia dal gesto di bruciare una bandiera del Pd compiuto da singoli cittadini e impropriamente attribuito, attraverso un post su Facebook, ai nostri attivisti o addirittura tradotto come un’iniziati - va programmata del nostro gruppo».

Il M5S rigetta quella che ritiene una strumentalizzazione parlando di «ridicolo tentativo di gettare discredito sul nostro operato e mettere in cattiva luce tutti i cittadini attivi che si riconoscono nel Movimento Ceccano 5 Stelle». E circa il clamore nato intorno al gesto scrivono:«Siamo rammaricati che purtroppo lo stesso clamore non sia suscitato dagli arresti quotidiani nel Pd, dalle richieste di rinvio a giudizio verso esponenti provinciali del Pd o dai continui favori di Renzi alle lobby e alle banche».

E il congresso Pd?

Intanto molti simpatizzanti e militanti del Pd si chiedono, seppur distratti dalle elucubrazioni social sulla bandiera bruciata, che fine abbia fatto il congresso cittadino fissato dal Provinciale per il 3 luglio scorso. «Abbiamo ritenuto di rinviarlo a data da destinarsi - dichiara Costanzo - Tutti i riferimenti locali sono stati d’accordo. Ora stiamo raccogliendo le firme per il referendum e cercando di lavorare per arrivare a un congresso il più unitario possibile. Solo così potremo contrastare la destra ceccanese che sta governando male».

Dal canto suo Conti dice: «Ho sempre dichiarato di volere un congresso unitario. Allo stato attuale questo non sarebbe stato possibile. Ho capito che fosse il caso di attendere, capire e ragionare per battere le destre che non stanno mantenendo le promesse elettorali. Vedi Acea. Ho già pronta un’interpellanza per chiedere al sindaco a che punto siamo». «Il congresso è stato rimandato per motivi tecnici. I tempi era stretti per organizzarlo il 3 luglio. Spero che la convocazione non slitti dopo la prima metà di settembre. Il partito democratico necessita di dotarsi al più presto di un organigramma per riattivarsi con un’opposizione seria e coordinata fatta da una classe dirigente rinnovata» così la Piroli.

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