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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Cinquanta ettari in fumo. Si contano i danni dopo ventiquattr'ore di inferno
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Cinquanta ettari in fumo. Si contano i danni dopo ventiquattr'ore di inferno

Amaseno

Si contano i danni dopo il furioso incendio che ha tenuto gli abitanti di Amaseno con il fiato sospeso per ventiquattro ore, dalle prime ore di domenica fino a ieri mattina, quando finalmente l’emergenza è rientrata grazie al lavoro incessante dei vigili del fuoco e dei volontari della Protezione civile “Amasenus”.

Le fiamme sono divampate all’improvviso nella notte tra sabato e domenica sulle pendici di Monte Rotondo, in località San Benedetto, alimentate dal forte vento caldo che soffiava su tutta la zona. Subito sono entrati in azione i volontari della protezione civile, in attesa che i vigili del fuoco, superimpegnati in quelle ore su tutto il territorio provinciale, liberassero uomini e mezzi per fronteggiare il rogo.

Alle prime luci dell’alba si sono alzati in volo anche diversi elicotteri del servizio antincendio e un canadair che hanno compiuto rispettivamente 145 e 35 lanci, mentre le tre squadre della protezione civile hanno scaricato sul fronte del fuoco qualcosa come quindicimila litri d’acqua. Finalmente, ieri mattina anche gli ultimi focolai sono stati spenti e l’allarme è rientrato. Si è temuto il peggio soprattutto quando il vento è girato e le fiamme si sono dirette verso la vallata. Il fuoco ha lambito per lunghi tratti anche la strada tanto che per diverse ore alcune famiglie che abitano nella zona sono rimaste bloccate.

Le ventiquattrore più roventi di questa estate (solo agli inizi) hanno lasciato sul terreno un cumulo di cenere, mandando in fumo una cinquantina di ettari di vegetazione. Ieri pomeriggio i tecnici del Comune hanno compiuto un sopralluogo sul posto per verificare i danni alle linee elettriche e telefoniche intaccate dal fuoco.

Il sindaco Antonio Como non ha dubbi sulle cause dell’impressionante rogo: «Quale incendio si sviluppa da solo in piena notte?», chiede provocatoriamente. E ha ragione. Con ogni probabilità l’origine dell’incendio è dolosa. «Questi criminali - aggiunge il primo cittadino con tono amareggiato - andrebbero messi in galera. Speriamo che non si verifichino altre situazioni del genere che mettono a rischio le cose ma soprattutto le persone».

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