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Truffa con l'ossigenoterapiaCoinvolto anche un dipendente Asl

La Asl di Frosinone

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Truffa con l'ossigenoterapia
Coinvolto anche un dipendente Asl

Frosinone

Accuse troppo generiche e non circostanziate. Rischia di concludersi con un clamoroso buco bell’acqua l’inchiesta della Procura di Bari sulla truffa con l’ossigeno terapia che, tra gli altri, ha coinvolto anche un dipendente della Asl di Frosinone.

Lo scorso 16 luglio, a quattro anni di distanza dalla chiusura delle indagini, il Gup del tribunale del capoluogo pugliese, chiamato a decidere sul rinvio a giudizio di 46 imputati, ha chiesto alla procura di riformulare i capi d’imputazione. Quelli che erano stati formulati per la richiesta di giudizio, secondo il giudice, erano talmente vaghe da non consentire al Gup di decidere se disporre o meno il processo. Tutto da rifare, o quasi. L’udienza è stata rinviata e aggiornata al prossimo 26 ottobre, quando i magistrati dovranno presentarsi con accuse più dettagliate.

Le indagini dei carabinieri del Nas partite in Puglia si sono estese al resto d’Italia, compresa la Ciociaria. I fatti contestai sarebbero avvenuti tra il 2007 e il 2009. Secondo l’accusa medici e altri dipendenti della Asl a vario titolo avrebbero prescritto bombole e altre attrezzature per l’ossigeno terapia anche a pazienti che non ne avevano bisogno. Prescrizioni che venivano effettuate in cambio di utilità varie: soldi, viaggi, materiale sanitario. Per far uscire i soldi delle mazzette, gli informatori farmaceutici gonfiavano le fatture di pranzi e cene. Una sorta di “fondi neri”, tanto che nell’inchiesta sono stati coinvolti anche i ristoratori che si sono prestati a predisporre le fatture taroccate su richiesta degli informatori farmaceutici.

Nello specifico, la posizione del dipendente - un amministrativo - della Asl di Frosinone, stando alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Bari, appare marginale e comunque ridimensionata rispetto agli altri imputati. I reati contestati nei confronti dell’impiegato ciociaro sono l’associazione a delinquere e la corruzione in concorso. Secondo quanto viene riportato nella richiesta della Procura, il dipendente sarebbe stato «partecipe al sodalizio criminoso» attraverso un rappresentata dell’azienda incriminata. Ma mentre agli altri imputati vengono contestate decine di prescrizioni fasulle, all’impiegato frusinate la circostanza riportata è soltanto una: l’acquisto di un ventilatore per l’ossigenoterapia. Tuttavia, nel dispositivo, non si spiega come, quando e dove è avvenuto il fatto corruttivo contestato. In altre parole non si spiega cosa l’impiegato della Asl di Frosinone avrebbe ottenuto in cambio dei favori concessi all’azienda “Messer Italia spa”. Dettagli che per quasi tutti gli altri imputati, seppure in maniera estremamente vaga, vengono riportati.

Da qui, appunto, la decisione del Gup del Tribunale di Bari di rispedire all’accusa tutte le carte per riformulare i capi d’imputazione e indicare in maniera più precisa le accuse. La prossima udienza preliminare si terrà il 26 ottobre. Al momento, salvo ulteriori imprevisti e passi falsi come quelli registrati, non ci dovrebbero essere problemi con la prescrizione dal momento che la contestazione dell’associazione a delinquere ne allunga i tempi.

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