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Inchiesta della Procura. «La gente ha diritto alla verità»
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Inchiesta della Procura. «La gente ha diritto alla verità»

Cassino

Errori, sviste o irregolarità. La Procura della Repubblica di Cassino sta indagando. Ed eventuali nodi arriveranno al pettine. Intanto i primi a reagire alla notizia dell’inchiesta aperta qualche giorno fa sulle ultime amministrative sono stati proprio loro, gli elettori. E il senso di “nausea” è stato predominante rispetto a ogni altro tipo di analisi. Poche le frasi lucide e composte, i cassinati hanno reagito colorando di toni esacerbati le loro dichiarazioni: sabato e domenica la gente di Cassino,infatti,ha dato libero sfogo a un sentimento di indignazione misto a uno sdegno generalizzato per il sistema politico.

Ma Carlo Maria D’Alessandro, neo sindaco, è certo «che l’errore sia dovuto alla stanchezza delle commissioni dopo un tour de force più che difficile». Ieri mattina il primo cittadino ha svelato la sua posizione sulla questione dei conteggi sospetti nei seggi elettorali. «Anche noi - ha detto - aspettiamo di sapere cosa sia successo, ovviamente siamo i primi a volere che sia fatta chiarezza e siamo certi che la Procura faccia tutte le indagini che ritiene necessarie. La legalità è stato uno dei valori principali che hanno caratterizzato sia la nostra campagna elettorale che il nostro programma per cui nella certezza che tutto sia dovuto a un errore attendiamo i risultati delle indagini sul caso. La popolazione ha diritto allaverità ealla trasparenza che per me è un valore imprescindibile dellademocrazia. Qualora ci sia qualche dubbio o la cittadinanza sia a conoscenza di qualche comportamento fuori dalle regole è giusto che la Procura controlli e verifichi i documenti. Ma sono sicuro che qualora ci sia stato qualche errore sia stato frutto di stanchezza a causa dello stress di uno spoglio che si è protratto sin dalla notte per quasi dodici ore. Ci sono delle responsabilità da rispettare nei confronti degli elettori che in questi giorni hanno mostrato dei dubbi. Sarà la legge e gli inquirenti a fornire le risposte definitive. E io come primo cittadini tutelerò i cassinati, chi mi ha votato e chi ha scelto altri».

L'intervento - Mosillo chiede l’accesso agli atti per fare chiarezza sulla vicenda

Era stato il primo tra i sei candidati a sindaco, ancor prima del ballottaggio, e molto prima dell’inchiesta della Procura, ad alzare il polverone in merito ai riconteggi della sezione elettorale centrale che aveva fornito dati difformi rispetto a quelli dei presidenti di seggio. Adesso Francesco Mosillo intende mantenere accesi i riflettori. Ma il ricorso al Tar che lui stesso aveva palesato in un primo momento, adesso passa in secondo piano. Assistito dai suoi legali di fiducia il giovane imprenditore che per circa 700 voti non è riuscito ad arrivare al ballottaggio, Mosillo nei prossimi giorni chiederà alla commissione centrale l’accesso agli atti.

«Qualora riscontrassimo qualche anomalia o qualcosa di poco chiaro, non esiteremo a fare ricorso al Tar» rincara il giovane imprenditore a capo di uno schieramento civico di forze di centrodestra e centrosinistra. Il neo consigliere comunale che, stando ai dati ufficiali, entrerà in assise sui banchi dell’opposizione insieme ai suoi compagni di coalizione Grieco, Mignanelli e Di Rollo, rischia difatti di essere il candidato più penalizzato in caso fossero confermate irregolarità e non si tratterebbe solamente di errori di trascrizione. Per poche centinaia di voti non ha infatti raggiunto il ballottaggio e a quel punto si aprirebbe una nuova pagina, tutta da scrivere.

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