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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Il mercato del falso. Un business che vale oro
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Il mercato del falso. Un business che vale oro

Frosinone

Fendi, Gucci, Louis Vitton e tanti altri. Dai vestiti all’elettronica, dagli orologi ai tablet, fino alle benedizioni papali. Il mercato del falso, nonostante l’offensiva della Guardia di Finanza, è in crescita esponenziale. Gli italiani, solo nel 2015, hanno speso 6,9 miliardi di euro per acquistare prodotti contraffatti.

Il network è fatto di imprese che seminano quattrini per triplicare i profitti. È la fotografia scattata dal Censis per conto del Ministero dello Sviluppo Economico. In cima alla lista dell’industria del “tarocco” ci sono l’abbigliamento e gli accessori, il cui valore sul mercato nazionale della contraffazione è stimabile in 2,2 miliardi di euro. Sono riprodotti soprattutto giubbotti, capi sportivi e, tra gli accessori, borse e portafogli. C’è poi il settore degli audiovisivi, con un valore di spesa pari a quasi 2 miliardi. La filiera è controllata da cartelli criminali a partecipazione mista. Vengono contraffatti anche i prodotti alimentari, per un valore di un miliardo di euro nell'ultimo anno. Boom anche dei cellulari e dei componenti elettronici, con un valore di spesa di 732 milioni di euro.

Un altro settore in cui il falso è in aumento è quello degli orologi e dei gioielli, che si distingue per la falsificazione di prodotti di alta gamma e che nel mercato della contraffazione vale oggi 402 milioni di euro. Segue il materiale informatico, costituito soprattutto da componenti hardware per computer, tablet, schede di memoria, chiavette Usb, per un valore di 282 milioni di euro.
Il primato del consumo è nella capitale. Un quinto della merce sequestrata dall’Agenzia delle Dogane e dalla Guardia di Finanza in Italia è stata intercettata a Roma. Il 98% dei sequestri avviene nella provincia romana; seguono Frosinone (1%), Rieti (0,7%), Latina e Viterbo (0,3%). Sono proprio i numeri del Lazio ad essere impressionanti: se fino al 2011 il trend del valore delle merci contraffatte risultava discendente, ora è in controtendenza: è aumentato del 156 %.

Frosinone e Latina, secondo i dati contenuti negli ultimi rapporti della Guardia di Finanza, fanno registrare in totale 38.000 mila prodotti sequestrati. Nel pontino la merce finita nelle maglie delle Fiamme Gialle ammonta a 18.000 mila pezzi; in Ciociaria sono 20.000 le griffe false sequestrate. A Latina le denunce sono state 45; a Frosinone 15. Si tratta per lo più di falsi di scarsa finitura e a basso prezzo, soprattutto capi di abbigliamento e accessori provenienti principalmente dalla Cina. Nell’ultimo anno più del 60% dei sequestri ha riguardato abbigliamento e accessori e calzature.

Ci sono poi i profumi tra cui Dolce & Gabbana, Chanel, Hugo Boss, Calvin Klein e Christian Dior. L’ultima novità è rappresentata dal business degli abusivi-apocrifi: la Finanza, insieme alla gendarmeria Vaticana, ha sequestrato 3500 false pergamene con l’immagine del Papa, gli stemmi contraffatti dello Stato Vaticano e, in italiano, spagnolo, portoghese ed inglese, la “benedizione del pellegrino” con uno spazio vuoto da personalizzare con il nome del fedele acquirente caduto nella truffa. Non solo: agli ignari pellegrini veniva fatto compilare e sottoscrivere un modulo per la “richiesta di benedizione apostolica”, indirizzata a Papa Francesco.

Griffe made in Cina. Blitz nella boutique

La Guardia di Finanza di Frosinone, nel corso di uno de- gli ultimi blitz finalizzato alla lotta contro la contraffazione dei marchi, ha scoperto una società di commercio al dettaglio e all'ingrosso che vendeva capi di abbigliamento contraffatti. L’attività aveva da poco aperto un punto vendita in un noto centro commerciale del capoluogo. Le Fiamme Gialle, dopo aver fatto irruzione nel- l’attività, hanno sequestrato 418 capi di abbigliamento che recavano la scritta “Made in Italy”, ma in realtà proveniva- no dalla Cina. Tutti i prodotti, maglie, giubbotti, cappelli, calzini, ecc, riportavano la bandiera italiana e la scritta made in Italy sia sull'etichetta che sulle grucce su cui erano esposti.

La società in questione infatti aveva abilmente ingannato i consumatori con una falsa indicazione di produzione. Dall’accurata analisi effettuata dagli uomini della Guardia di Finanza è emerso in modo chiaro che la produzione avveniva completamente in Cina. Pertanto gli uomini delle Fiamme Gialle hanno provveduto al sequestro della merce, per un valore di diverse migliaia di euro, e al deferimento all’Autorità Giudiziaria del legale rappresentante della società per violazione delle nor- me sulla protezione del marchio “Made in Italy”.

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