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Sabato 03 Dicembre 2016

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Preso il quarto uomo della rapina

La conferenza stampa in procura per rendere noto l’arresto di tre soggetti siciliani accusati della rapina a Piedimonte

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Preso il quarto uomo della rapina

Piedimonte San Germano

Assalto all’ufficio postale di Piedimonte San Germano, preso un quarto uomo. Per gli inquirenti avrebbe svolto un ruolo di primo piano nella realizzazione del colpo. Una sorta di basista, comunque una persona ritenuta dalle forze di polizia impegnata direttamente nella realizzazione della rapina.

Il blitz che ha portato al fermo di polizia giudiziaria di un altro catanese, un quarantottenne con precedenti specifici, è scattato grazie agli accertamenti mirati effettuati dagli uomini della Compagnia dei carabinieri di Cassino e quelli del Commissariato, insieme al Nucleo investigativo di Frosinone.

Dopo l’assalto all’ufficio postale di Piedimonte avvenuto lunedì 20 giugno, l’arresto immediato di tre rapinatori - con un inseguimento rocambolesco da parte delle forze dell’ordine - le indagini erano proseguite senza sosta. Anzi, sotto il coordinamento della dottoressa Chiara D’Orefice, si è dato un ulteriore impulso alle attività portate avanti all’unisono dall’Arma e dalla polizia.
Gli uomini della Stazione di Piedimonte hanno notato nella giornata di martedì un’auto sospetta con a bordo due soggetti - di origine siciliana - nella stessa zona da dove il fuggitivo (ancora ricercato) era riuscito a dileguarsi con 17.000 euro. E poco dopo, in territorio di Cervaro, è scattato il fermo del quarantottenne.

Mentre l’accompagnatore è risultato estraneo alla vicenda. Per l’uomo, assistito dall’avvocato Francesco Malafronte, è scattato il fermo per un’ipotesi di rapina aggravata in concorso. Attesa la convalida che potrebbe avere luogo proprio nelle prossime ore, mentre continuano le ricerche del fuggitivo ancora irreperibile.

Intanto, almeno secondo una prima ricostruzione dei fatti, la difesa sta cercando di tracciare gli ultimi spostamenti del quarantottenne che al momento del colpo sembrerebbe trovarsi in Sicilia: parente di uno degli arrestati avrebbe prestato l’auto (senza sapere le reali intenzioni swgli indagati) con cui è stato raggiunto il Cassinate. Per poi rubare la vettura ad un operaio ed entrare in azione. Attesa l’udienza di convalida.

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