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Corna e rancori: assolto il nonno

La corte d'appello di Roma

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Corna e rancori: assolto il nonno

Ceprano

Anziano accusato di molestie sessuali sulla nuora assolto in appello con formula piena. Ribadendo l’assoluta infondatezza della denuncia, la Corte di appello di Roma, sezione penale, ha assolto un ottantaduenne di Ceprano accusato di aver molestato la compagna del figlio. L’anziano F. D’A., difeso dall’avvocato Giampiero Vellucci, dopo sei anni di traversie giudiziarie, è uscito “pulito” da una vicenda pesante in cui era stato trascinato dalla nuora con gravi accuse.

L’avvocato Vellucci ha ribaltato lo scenario dimostrando in realtà che l’anziano era vittima della vendetta della giovane che voleva “far pagare” al padre del suo compagno il fatto di rimproverarla per il vestire succinto e soprattutto per averla scoperta in atteggiamenti intimi con il suo datore di lavoro.

La vicenda risale a sei anni fa quando, l’allora venticinquenne B. M., era stata costretta, stando al suo racconto, ad abbandonare la casa in cui viveva con il compagno, figlio dell’imputato, a causa delle ripetute attenzioni sessuali riservatele proprio dal padre di lui. L’avvocato Vellucci, al contrario, ha dimostrato l’inconsistenza delle accuse evidenziando fra l’altro che le presunte molestie denunciate fossero puntualmente avvenute, nella casa in cui la donna viveva con il compagno, in assenza di testimoni.

Il legale ha altresì motivato le ragioni delle calunnie messe in atto dalla venticinquenne che, secondo la sua ricostruzione, voleva praticamente vendicarsi del padre del compagno che ripetutamente la rimproverava per il suo modo di vestire, piuttosto succinto e soprattutto per averla scoperta in atteggiamenti ambigui con un uomo. In altre parole l’anziano, all’epoca dei fatti settantaseienne, che a detta della giovane l’avrebbe molestata proprio in casa, quando nessuno era presente, in realtà sarebbe stato lui stesso vittima della vendetta della giovane infastidita dai rimproveri dell’uomo.

La Corte d’appello di Roma, ribadendo l’assoluta infondatezza della denuncia, ha confermato l'assoluzione dell’anziano con formula piena. Per l’anziano è finito un incubo durato sei anni, iniziato con l’abbandono della casa da parte della compagna del figlio, proseguito con l’esplosione di una storia assurda e di un’accusa pesante e dopo anni di tribunali, il felice epilogo. Eccellente il lavoro svolto dall’avvocato Vellucci che, nell'assistere l’anziano, non ha trascurato alcun dettaglio che potesse far barcollare le accuse, dimostrando che si trattava di calunnie in quanto nessun testimone poteva confermare il racconto della donna, ma soprattutto che la stessa aveva ragioni ben precise per far pagare al padre del compagno comportamenti fastidiosi.

L’assoluzione in appello con formula piena mette la parola fine a una storia triste, sebbene sicuramente all’epoca dei fatti la vicenda non può non aver scombussolato la famiglia e rotto gli equilibri. Oggi la sentenza che segna la fine di una vicenda lunga sei anni.

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