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Immigrati, l'appello del Prefetto ai Sindaci: per loro servono progetti di vita

Frosinone

Un progetto di vita. In questo modo va affrontato il problema immigrazione. Il prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli lo dice senza mezzi termini. Invita i sindaci a coinvolgere gli stranieri, in maniera gratuita, in attività di pubblica utilità. «Molti di loro - spiega - non hanno voglia di lavorare. Noi, invece, dobbiamo fargli cambiare mentalità, inserendoli in progetti che li facciano sentire parte di una comunità. Faccio un esempio: c’è un ex sindaco di Ferentino che, nella sua qualità di rappresentate dell’Anci regionale, nel corso di una riunione tenutasi in prefettura a Roma, ha evidenziato che esiste un’assicurazione globale che permette ai primi cittadini di far lavorare gli immigrati. Nessuno si è ancora attivato. Si tratta di un modo che permette di impiegare gli stranieri in lavori di pubblica utilità. Gli extracomunitari, in questa maniera, potrebbero sentirsi più partecipi. Ma anche ripagare un Paese che li sfama. In provincia di Frosinone ne abbiamo accolti circa mille. La nostra prefettura ha anche il compito di stabilire se si tratta di persone che fuggono
dalla guerra, oppure no. Solo a trenta di loro abbiamo concesso lo status di rifugiato. Le persone che operano nell’ufficio immigrazione - ha aggiunto la Zarrilli - sono altamente preparate e sanno valutare bene se si tratta di madri che scappano da Paesi martoriati dai conflitti, oppure se sono donne che vengono in Italia a prostituirsi. L’emergenza profughi può rappresentare anche un’opportunità in termini di lavoro. Mi spiego meglio: a queste persone bisognerà insegnare un minimo di italiano. Poi ci sono i consumi, gli affitti e l’assistenza. Ad occuparsi di loro c’è principalmente la Caritas. Altri, invece, sono stati presi in carico dalle cooperative. Personalmente mi auguro che queste ultime gettino il cuore oltre l’ostacolo, perché un tema come quello dell’accoglienza va affrontato nel solco della solidarietà».

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