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Sabato 10 Dicembre 2016

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I carabinieri puntano sulle telecamere per scoprire gli autori del colpo all’Md
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I carabinieri puntano sulle telecamere per scoprire gli autori del colpo all’Md

Frosinone

Le immagini della videosorveglianza potrebbero essere decisive. Dopo la rapina di venerdì al discount Md, nel quartiere Scalo, i carabinieri della compagnia di Frosinone confidano di trovare nelle immagini elementi importanti per l’identificazione della coppia di malviventi entrata in azione intorno alle 19 per portare via circa duemila euro di bottino. Con attenzione vengono vagliati i fotogrammi della sorveglianza come anche quelli di altri esercizi commerciali della zona. Lungo il percorso, per arrivare fino al supermercato e per fuggire da questo, i rapinatori potrebbero esser stati ripresi da qualche altra telecamera. Un lavoro certosino per valutare anche il minimo particolare che può mettere sulla giusta pista.

I militari dell’Arma, coordinati dal maggiore Luca Ciabocco, qualche elemento concreto sono convinti di averlo già acquisito. La pista locale sembra quella privilegiata. Del resto il discount di via Refice è sempre più nel mirino. A dicembre, per due volte il 17 e il 21, e poi ancora ai primi di gennaio, il 4, era stato assaltato dal rapinatore con l’ascia. Poi, nel corso di un’altra rapina a Latina, sempre con l’ascia, erano state arrestate due persone. E da allora l’Md non aveva subito altre incursioni. Un periodo di relativa tranquillità che si è interrotto nel tardo pomeriggio di venerdì.

In questo caso a fare irruzione nell’esercizio commerciale sono stati due rapinatori, di cui uno armato di pistola, non si sa se vera o giocattolo. Ma nessuno, ovviamente, nel discount ha voluto constatarlo. Così, i malviventi, con il volto coperto, anche con un casco, hanno arraffato l’incasso in quel momento custodito nelle casse e sono fuggiti a bordo di uno scooter. Una volta scattato l’allarme, sulle tracce dei banditi si sono posti i carabinieri di Frosinone. Attivati posti di blocco e perlustrate le zone vicine come pure le possibili vie di fuga, verso il Casaleno, ma anche in direzione Ceccano o autostrada. Altri militari all’interno del discount hanno effettuato i rilievi di rito e hanno ascoltato i testimoni presenti sulla scena del crimine. Poi si è passati all’esame delle telecamere di sicurezza. Tutto intorno il dispositivo antirapina veniva messo in atto nel tentativo, per ora rimasto tale, di bloccare i fuggitivi.

Dall’accento e dalle movenze i carabinieri potrebbero dare un volto e un nome ai due autori del colpo. Ecco perché si predilige la pista ciociara. Probabilmente si tratta di gente del posto che, prima di entrare in azione, ha fatto dei sopralluoghi per capire quale fosse l’orario migliore per entrare in azione e, soprattutto, quale la via di fuga da seguire per sfuggire alla caccia all’uomo, partita una volta scattato l’allarme dal negozio.

L’ultima rapina a Frosinone si era registrata sempre in settimana. A entrare in azione era stato un bandito solitario, con un complice che lo attendeva all’esterno. Il primo ha fatto irruzione, sfondando una finestra sul retro, nella filiale di via Cicerone della Banca Etruria. Il rapinatore voleva i soldi custoditi nel caveau, ma l’allarme prontamente scattato lo ha indotto a fuggire subito senza toccare nemmeno un euro. Anche in questo caso, dopo che, inizialmente, erano state fermate due persone, poi rilasciate l’indomani, l’autore del gesto è attivamente ricercato da polizia e carabinieri.

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