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La Diocesi abbraccia i migranti: adesso arrivano anche i siriani

Il vescovo di Frosinone Monsignor Ambrogio Spreafico e il responsabile diocesano della Caritas Marco Toti

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La Diocesi abbraccia i migranti: adesso arrivano anche i siriani

Frosinone

Ieri presso la Curia Vescovile si è svolto un incontro teso a divulgare le attività, sia vecchie che recenti, della Diocesi di Frosinone in merito all’accoglienza migranti. Ad illustrare i progetti e le finalità sono stati il Vescovo Ambrogio Spreafico e il direttore della Caritas Diocesana Marco Toti. Presente anche, in qualità di testimone delle attività, Don Antonio Covito operante nelle strutture di Castro dei Volsci. Marco Toti ha spiegato qual è il modello di accoglienza adottato, il quale poggia sull’impegno della cooperativa sociale Diaconia - ente gestore per i servizi della Diocesi - e si basa su una sostanziale indipendenza dai classici progetti istituzionali, pur non evitando ovviamente la collaborazione con le autorità competenti.

L’idea è quella di raccogliere piccoli gruppi nei vari Comuni della Diocesi e non solo, con l’intento di integrare realmente i richiedenti asilo, trattandoli come persone anziché numeri e coinvolgendoli in attività utili o lavorative. Tale visione comincia a realizzarsi dal 2011 tramite il primo progetto lanciato, il quale ha richiesto il supporto delle parrocchie per la messa a disposizione di molti locali, un supporto ancora adesso stabile e fondamentale. Il numero dei richiedenti asilo di cui la Diocesi si fa carico è poi aumentato progressivamente e ad oggi sono circa 130 i migranti da questa accolti (dati aggiornati al 2015 e non ancora definitivi). La voglia di fare e innovare non è scemata, infatti proprio l’anno scorso è nato un progetto denominato “Rifugiato a Casa Mia”, che punta all’accoglienza dei rifugiati presso famiglie volontarie, oppure nelle parrocchie ma sempre col sostegno e la presenza delle famiglie. “Rifugiato a Casa Mia” è da considerarsi un successo, siccome la cooperativa ha avviato 10 percorsi di inserimento in famiglia, di cui 5 all’interno della Diocesi di Frosinone. Poi il progetto “Corridoi Umanitari” della Comunità di Sant’Egidio e con il coinvolgimento del Liceo Scientifico “Severi” di Frosinone, che ha propiziato l’accoglienza di una famiglia siriana, precisamente tre persone.

Marco Toti spiega che la tipologia di migranti accolti dalla Diocesi sono prevalentemente giovani dell’Africa occidentale, maggiori i maschi rispetto alle donne: «Il trend che vede arrivare africani sub-sahariani è cresciuto dal 2014, tuttavia il numero complessivo di migranti sbarcati quest’anno - riferisce Toti - è inferiore rispetto a quello di un anno fa, ecco perché secondo lui è importante non fomentare allarmismi e spegnere il populismo derivante dalle attuali contese politiche, quali ad esempio i ballottaggi di Roma e Milano». Spreafico è comunque consapevole che la paura e l’insofferenza nei confronti di chi arriva possono sconfiggersi solo grazie a una programmazione attenta, ad un impiego importante di risorse, onere di cui la Diocesi intende dichiaratamente gravarsi, senza perdere l’entusiasmo e la consapevolezza di contribuire all’integrazione e all’equilibrio sociale.

«L’immigrazione non finirà - dice il Vescovo -almeno fino a quando non sarà trovato il modo di far sviluppare seriamente i Paesi d’origine dei migranti, e per questo si deve essere pronti ad agire facendo fronte a un disagio attualmente difficile da eliminare, scongiurando le reazioni nazionaliste».

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