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Falsi avvisi di garanzia per chiedere il riscatto: la truffa viaggia su internet
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Falsi avvisi di garanzia per chiedere il riscatto: la truffa viaggia su internet

Frosinone

Un avviso di garanzia. Falso. L’obiettivo è quello di catturare i dati sensibili. Arriva con un’e-mail. Il documento porta stampato il logo della procura della Repubblica. Nello stesso viene annunciato l’avvio di un procedimento penale. Pesanti le accuse: evasione fiscale e riciclaggio di denaro. Il messaggio si presenta con un aspetto molto simile al modello di invito a presentarsi indirizzato alle persone sottoposte a indagini preliminari. Nello stesso viene prospettato l’arresto del patrimonio immobiliare e del conto corrente di chi lo riceve. Si invita a cliccare un link per prendere visione delle motivazioni. La presente - c’è scritto - per comunicarLe che il Suo patrimonio immobiliare, così come il Suo conto corrente bancario, verranno posti in arresto con l’accusa di mancato pagamento delle imposte e concorso in riciclaggio di denaro ad effetto della causa n. (cambia a seconda di chi lo riceve). L’arresto entrerà in vigore dal 27 luglio 2016. Lei potrà prendere visione della causa n. (anche in questo caso le cifre sono sempre differenti) cliccando sul link. In questo documento Lei ha la possibilità di trovare informazioni su come ricorrere in appello, il nominativo del giudice inquirente per la causa che La riguarda, la data e il luogo del dibattimento. Nel caso in cui Lei non si presentasse al dibattimento, lo stesso avrà luogo anche in Sua assenza». Infine un messaggio da far tremare i polsi, pensato per mettere ancora più paura al malcapitato destinatario: in caso di sentenza di condanna, le verrà confiscata ogni proprietà e rischia una pena fino a 15 anni di reclusione. Ovviamente è un falso ma chi riceve la missiva elettronica si spaventa e può andare con il cursore sul link e cliccare. A quel punto si scarica il virus “cryptolocker”, che paralizzata il computer facendo perdere tutti i dati all'utente, a volte una vita di lavoro, specialmente per le aziende. La procura della Repubblica di Frosinone invita pertanto i cittadini a fare attenzione. È escluso, spiegano dagli uffici giudiziari di via Fedele Calvosa, l’invio di comunicazioni da parte della magistratura. Le comunicazioni via posta elettronica, rivolte semmai ai difensori, utilizzano altri canali e sempre di posta certificata. Pronta, da parte del procuratore De Falco, l’apertura di un’inchiesta per risalire agli autori dell’e-mail.

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