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Martedì 06 Dicembre 2016

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Veggente e pietre vendute: lo scisma diventa guerra

I fedeli della veggente Giuseppina Norcia in pellegrinaggio

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Veggente e pietre vendute: lo scisma diventa guerra

Gallinaro

Lo scisma di Gallinaro rischia di trasformarsi in una “guerra santa”. La Nuova Gerusalemme, per monsignor Lecce, non ha nulla a che vedere con Giuseppina, la veggente che sosteneva di aver visto il bambinello su una nuvola. I seguaci di Samuele attaccano sull’otto per mille al Vaticano e smentiscono di aver venduto pietre a 300 euro per costruire l’Arca.

«La fanno rivoltare nella tomba»

Enigmatico ed elegante. Così viene descritto Samuele Morcia, nato a Parma nel 1972, ex insegnante, ora profeta “anti-Papa”. Dice di aver ereditato i poteri dalla suocera; da quella Giuseppina di Gallinaro che affermava di aver visto Gesù Bambino adagiato su una nuvoletta a forma di culla. Avvicinare il professore non è semplice.

Difficile trovare una sua foto. Per lui la scomunica di Santa Romana Chiesa non ha alcun valore. Sostiene che la presa di posizione del Santo Padre è arrogante e fuori tempo. Che «l’istituzione guidata da Bergoglio prima era, e ora non è più». Alla decisione della congregazione per la dottrina della fede ha risposto con un comunicato stampa di quattro pagine, spiegando che nulla hanno in comune i devoti del Bambinello e il Vaticano.

Usando1302 parole ha cercato di demolire le accuse mosse dal Sant’Uffizio. «Spero che la gente capisca quel che sta accadendo». Replica Don Antonio Lecce, firmatario della lettera di scomunica inviata ai parroci della diocesi di Sora, Cassino, Aquino, Pontecorvo.

«Sono molti i fedeli che conosco personalmente. Si tratta di brava gente che non si rende neanche conto di quel che sta avvenendo. Il rischio è che qualcuno possa allontanarsi dalla vera fede per seguire uno pseudo profeta».

È amareggiato il vicario generale diocesano. Ma non demorde. Non intende tradire la missione che Dio gli ha affidato: recuperare le pecorelle smarrite. «Il comunicato che la Nuova Gerusalemme ha diffuso - argomenta - si condanna da sè. Fa capire che chi frequenta quel gruppo sta prendendo definitivamente le distanze dalla chiesa cattolica. Noi dovevamo far chiarezza per dare un’indicazione precisa. È un diritto dei fedeli sapere la verità».

Fa notare che qualcuno inizia a pentirsi. «Un sacerdote mi ha riferito di persone che chiedono chiarimenti. La scomunica, lo ribadisco, non è per quanti episodicamente si sono recati a Gallinaro. Riguarda coloro che fanno parte, consapevolmente, di quel sodalizio».

Un passaggio lo riserva a Samuele e ai suoi adepti. «Fin quando c’era Giuseppina, anche se le posizioni non erano condivise, la situazione era tollerabile». S

ulla veggente, infatti, la Chiesa non si è mai pronunciata nel merito,anche per la ritrosia dei parenti ad affrontare la questione come avvenuto in casi simili. «Lei diceva alla gente di andare a messa e di recitare il rosario. Sono sicuro che quello che stanno combinando questi signori - conclude il monsignore - la sta facendo rigirare nella tomba». Li invita al “mea culpa”.

«Sono gli altri a vendere le pietre Incassano milioni con l’8 per mille»

Facendo seguito alla precedente comunicazione, nella quale si invitava la vostra testata giornalistica a fornire all’opinione pubblica una corretta informazione sulla questione relativa la “presa di posizione” del Vaticano nei confronti di tutti i fedeli che liberamente e legittimamente si riconoscono in questa Chiesa, con la presente si evidenzia che sul vostro quotidiano sono riportate notizie false e tendenziose nei confronti di questa Chiesa e dell’Associazione Casa Serena del Bambino Gesù Onlus.

È totalmente falsa e priva di fondamento la notizia, secondo la quale, con riferimento alla struttura di accoglienza, “le pietre per l’edificazione sarebbero state vendute a 300 euro l’una”. Inoltre, non si comprende, se non alla luce di un chiaro intento diffamatorio e tendenzioso, atto a screditare gli Enti coinvolti nella realizzazione della Casa Serena del Bambino Gesù, l’enfasi, il risalto e il clamore suscitati in accezione negativa perle donazioni del 5x1000di cui ha beneficiato legittimamente la Onlus dai propri sostenitori.

A tal proposito si evidenzia che la Chiesa Romana è beneficiaria, come è noto, dell’8x1000 e, grazie a questa azione, incassa circa 1.000.000.000 di euro ogni anno, contro i circa 40.000 euro della Onlus. La differenza è sostanziale. Inoltre la Chiesa Romana investe in campagna di pubblicità per la raccolta fondi dell’8x1000 l’incredibile somma di circa 20.000.000 di euro all’anno.

La Onlus non ha fatto alcun tipo di pubblicità, spendendo 0 euro! La differenza è sostanziale nelle cifre e nel metodo. Nonostante una differenza numerica che farebbe rabbrividire e tacere chiunque, la vostra testata ha invece, nell’ultima parte dell’articolo, volutamente spostato il dibattito dagli aspetti religiosi della vicenda a quelli dei “finanziamenti”, usando “due pesi e due misure”.

Le “pietre” o “mattoni” al costo di 300 euro l’una sono in realtà state poste in vendita per iniziativa di una Basilica appartenente alla Chiesa Romana. E, con riferimento ai fondi e al loro utilizzo, quale è veramente “il tesoro”: quello del 5x1000 della Onlus (40.000 euro annui); o quello della Chiesa Romana (1.000.000.000 euro annui)?

E inoltre, perché non ribadire i veri fatti che hanno coinvolto di recente eminenti personaggi della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, che hanno allegramente utilizzato i fondi dell’8x1000 per svaghi personali, anziché fare illazioni tendenziose e prive di fondamento sull’utilizzo dei fondi della Onlus?

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