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Morte di Matteo Melaragni: le verità dal Brasile
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Morte di Matteo Melaragni: le verità dal Brasile

Cassino

Un cuore giallo con una de- dica speciale applicata sul lunotto posteriore della sua macchina da corsa. Suo cugino Andrea Minchella, noto pilota sportivo (ora impegnato nel campionato italiano V zona), ha deciso di salutare il piccolo Matteo Melaragni - precipitato lunedì scorso dal ventunesimo piano della residenza brasiliana in cui viveva - con una gara speciale. Disputata portando Matteo nel cuore e sperando di dedicare a lui la vittoria.

E non è l’unico modo originale per salutare Matteo che oggi pomeriggio farà ritorno in Italia e che in serata sarà a S. Angelo, dove ad attenderlo c’è l’intera comunità. Stando alle informazioni trapelate prima del rito funebre alle 16 nella chiesa di San Giovanni a S. Angelo, qualcuno ha pensato di sistemare l’accresciuta vegetazione lungo la strada che porta alla sua abitazione di via Mandrine.

Altri hanno espresso la chiara volontà di addobbare proprio quella strada con palloncini raffiguranti i supereroi che tanto amava. La comunità continua a restare unita, in attesa di poter abbracciare papà Marco e mamma Roberta.

Intanto, come riferito da alcuni siti d’informazione brasiliana, l’inchiesta va avanti. Dalle colonne del “Diario de Pernambuco” sono emersi altri dettagli sull’incidente: «Secondo la polizia lo schermo di protezione che circonda la finestra della camera del ragazzo era tagliato» si legge sempre sul sito.

«Si è trattato di un fallimento del sistema di sicurezza installato circa due anni fa». Gli esperti inviati per far luce sull’accaduto si sono tenuti un campione del sistema “incriminato” per verificare se lo stesso sia conforme a quanto disposto dall’Abnt (Associazione brasiliana sulle norme tecniche) che impone, ad esempio, che i materiali utilizzati siano resistenti al fuoco, o che non siano riciclati. O ancora, che abbiano una chiara identificazione del costruttore, della composizione e della data di produzione. Inizialmente la tesi più accreditata è stata quella del malfunzionamento di un gancio dello stesso sistema di sicurezza. Ora è stata avanzata quello dello schermo cambiato due anni fa. Resta, in ogni caso, una disgrazia senza fine.

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