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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Cadavere ritrovato al Casaleno: la Procura apre un'inchiesta

Il sostituto procuratore Vittorio Misiti sul luogo del ritrovamento del cadavere

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Un cadavere tra i campi. Morte tinta di giallo

Frosinone

Ciò che inizialmente sembrava fosse un tronco di legno marcio, erano invece le misere spoglie di un uomo. È accaduto ieri mattina alle nove circa non molto lontano dal nuovo stadio del Casaleno, in un appezzamento di terreno coperto da erba alta.

Un agricoltore che abita non molto lontano, stava facendo pulizia tagliando la vegetazione quando, improvvisamente, il meccanismo del trattore ha urtato un tronco. Cos’altro può esserci tra l’erba alta in un campo? Invece era un cadavere. Il corpo, o ciò che ne rimaneva, era sicuramente di un uomo adulto ma oltre queste prime certezze non c'era altro.

L’agricoltore, vinto lo shock, ha chiamato subito i carabinieri che sono arrivati sul posto in pochi minuti. La zona è di campagna ma non disabitata.

A poca distanza ci sono diverse abitazioni. Il ritrovamento è stato fatto in prossimità di alberi a qualche decina di metri dalla strada. I militari dell’Arma, comandati dal maggiore Luca Ciabocco, hanno immediatamente limitato l’accesso alla zona perimetrandola con il nastro bianco e rosso, mentre gli esperti di polizia scientifica effettuavano i repertamenti di tutto ciò che potesse risultare utile a dare una risposta alle tante domande. L’agricoltore che lo ha trovato ha ripetuto la sua versione ai tanti che gliela chiedevano: alla pattuglia che è arrivata per prima e agli ufficiali dell’Arma.

Il cadavere era in avanzato stato di decomposizione, significa che l’uomo era morto almeno da una settimana. Non sarebbe stato trovato nessun elemento utile per poter stabilire cosa lo avesse ucciso, tantomeno, sono stati trovati documenti che potessero, invece, comprovare chi fosse. Di lui si sapeva che era uomo di una età compresa tra i 40 e i 50 anni.

Tutte le altre domande restavano senza risposta. Poi le indagini dei carabinieri hanno aperto uno squarcio nella fitta nebbia. Hanno scoperto che si trattava di un 48enne rumeno, chiamato Constantin, residente a Veroli ma domiciliato presso la Caritas di Ceccano.

Nessuno ne aveva denunciato la scomparsa ma da almeno una settimana non si vedeva in giro. Aveva alcuni parenti in Italia che sono stati informati dai carabinieri, altri in Romania. Resta, a questo punto, da svelare il motivo della sua morte. Sul posto, vicino al corpo, sono state rinvenute anche diverse bottiglie di alcolici.

Le indagini

Un corpo in decomposizione trovato per puro caso da un contadino che stava arando un campo. Come sia finito lì è un vero rompicapo sul quale stanno lavorando gli investigatori dell’Arma, su mandato della procura della Repubblica di Frosinone. I carabinieri non si sbilanciano, aspettano che a parlare sia l’autopsia. Diversi i nodi da sciogliere. Gli inquirenti sono al lavoro per cercare di capire cosa sia davvero successo.

L’uomo, un romeno residente a Veroli, secondo una ricostruzione sommaria dell’accaduto, potrebbe essere morto già da qualche giorno, visto che il cadavere si trovava in avanzato stato di decomposizione.

Cosa possa essergli capitato non è ancora molto chiaro. L’ipotesi più inquietante, cioè che sia stato aggredito e ucciso da qualcuno, per il momento sembra esclusa. Dai primi riscontri, infatti, sul corpo non sarebbero stati evidenziati segni di aggressione.

Per il momento il “giallo” è ancora da ricostruire. Ma i dubbi potrebbero essere sciolti dall’autopsia che la Procura di Frosinone ha disposto sul cadavere. Della vicenda si sta occupando, insieme ai militari dell’A rma, il sostituto procuratore Vittorio Misiti che ieri mattina ha effettuato un sopralluogo sul luogo del ritrovamento. Presente anche il medico legale. Sul corpo del romeno sono stati compiuti i primi rilievi di rito, ma sarà l’esame l’autoptico a fare piena luce sulle circostanze dei fatti.

Il responso darà modo di stabilire con precisione non solo la causa del decesso ma anche la data esatta nella quale il romeno ha perso la vita. A quel punto sarà anche più semplice dire esattamente quello che gli è capitato. Gli investigatori lavorano anche per ricostruire le giornate precedenti al decesso.

Al vaglio tutti i movimenti del quarantottenne, comprese le frequentazioni dello stesso. Solo nei prossimi giorni tutto sarà più chiaro. I carabinieri, per non lasciare nulla di intentato, indagano come fosse un omicidio. Anche se al momento l’ipotesi sarebbe remota

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