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Domenica 04 Dicembre 2016

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Parrucchieri a domicilio: ore contate per gli abusivi

La sede della Guardia di Finanza da dove, secondo indiscrezioni, sarebbero partiti questi serrati controlli

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Parrucchieri a domicilio: ore contate per gli abusivi

Piglio

Esercizio abusivo della professione, nel mirino centinaia di “parrucchieri a domicilio”. Un fenomeno purtroppo in crescita, è il ricorso a parrucchiere ed estetiste non provviste di partita Iva, che a prezzo ridotto rispetto a quelli solitamente in uso, effettuano prestazioni a domicilio.
Su precisa istanza di chi si sente defraudato per la palese sleale concorrenza, la Guardia di Finanza pare stia operando accertamenti mirati, e non è arduo prevedere effetti eclatanti. Il fenomeno, secondo esperti del settore, è in costante crescita, favorito da una serie di circostanze.

Ragazze e ragazzi in possesso di titolo abilitante alla professione oltre che di pratica sono piuttosto numerosi, grazie ai corsi di formazione che affascinano e danno sufficiente professionalità.

Alcuni di loro trovano lavoro presso mai son più o meno attrezzate; negozi e centri che, solitamente, conservano i collaboratori più validi per anni. In molti casi però, il “ragazzo di bottega” che inizialmente accetta di lavorare a fronte di remunerazione modesta, acquisendo sicurezza e perfezionando le proprie doti si aspetta o pretende di più; non vistisi riconosciuti i meriti e l’impegno, decide in molti casi di licenziarsi, iniziando la pratica del “servizio a domicilio”, solitamente “in nero”.

Oltre ai parenti, vengono contattati i clienti con i quali s’era creato un rapporto confidenziale, spesso personale e talvolta intimo. Poter essere servito a casa, dalla persona di cui fidarsi professionalmente ed a prezzo inferiore al solito, convince l’interessato che, oltre ad aderire ad una pratica illegittima, se ne vanta operando da imbonitore. I finanzieri di Anagni avrebbero acquisito dati certi e naturalmente elementi di prova. Professionali ma dotati di sensibilità, sanno di non trovarsi di fronte a miliardari con riserve alle Cayman, ma “dura lex, sed lex”; si tratta pur sempre di attività illegali che non è lecito consentire, e gli interventi in itinere potrebbero avere l’effetto di un terremoto.

Sarebbe opportuna una seria riflessione, e dotarsi degli strumenti necessari ad operare nel rispetto delle norme. Un accertamento seguito ad eventuale “colto in flagrante” potrebbe avere conseguenze impensabili, e stavolta a “fare lo shampoo sarebbero le Fiamme Gialle”.

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