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Sempre più pensionati e giovani famiglie
finiscono nella morse degli strozzini
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Sempre più pensionati e giovani famiglie
finiscono nella morse degli strozzini

Provincia

Pensionati, giovani famiglie con entrambi i coniugi che lavoravano, ditte individuali. È l’identikit delle nuove figure che finiscono nel vortice dell’usura.

Complice la grave crisi economica che attanaglia il nostro territorio, a rischio usura sono sempre più gli insospettabili.
A dirlo è un’analisi della associazione dei consumatori Konsumer Italia. Il segretario regionale Giovanni Nardone evidenzia che «l’incremento del rischio usura si sta allargando anche a fasce sociali un tempo considerate “fuori pericolo”». L’analisi segue a ruota quanto emerso da alcuni indagini delle camere di commercio che hanno puntato l’indice sull’accrescimento del fenomeno del sovraindebitamento. In pratica la gente compra a rate e a volte anche oltre quello che può rimborsare. Ma non solo. Molto spesso è la chiusura dei rubinetti da parte del circuito legale di finanziamento a spingere in tanti a rivolgersi agli strozzini. Altro fenomeno analizzato è quello della presenza, sempre più pressante nel territorio laziale, di quelli che Nardone definisce «prestatori che reimpiegano capitali di provenienza criminosa a tassi molto elevati», il che «acuisce il disagio sociale e contribuisce ad aumentare la sfiducia nelle istituzioni preposte al controllo del fenomeno dell’usura e negli istituti bancari che, proprio in questo momento, dovrebbero provvedere a ripristinare il clima di fiducia che oggi, anche a causa dei recenti crack finanziari, i consumatori non hanno più».
Secondo i dati raccolti negli sportelli dell’associazione dei consumatori le cause che portano al sovraindebitamento sono dovute per il 19% dei casi al maggior accanimento delle società preposte al recupero dei crediti, anche per piccoli ritardi; per il 28% all’aumento delle tasse che gravano sulle partite Iva; per l’11% all’aumento dei costi legati ai servizi a sostegno dell’imprenditorialità femminile (asili nodi, badanti, scuole private con orari flessibili); per il 42% le maggiori difficoltà ad accedere a linee di credito per fronteggiare spese impreviste o investimenti futuri. Ma non solo, dall’analisi è emerso anche che il 36% di casi di sovraindebitamento leggero si è risolto con l’allungamento dell’ammortamento; il 15% dei casi legati a un mutuo si è risolto con la trasformazione dei tassi; il 24% dei casi dovuti a credito a consumo gestito con “poca parsimonia” si è risolto con l’accorpamento di più debiti rateali trasformati da breve a lungo termine. Il problema più insormontabile, però, è quello della denuncia. Non tutti, infatti, trovano il coraggio di farlo. Ma - ricorda Nardone - prima lo si fa e meglio è.

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