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Rubate le ostie consacrate: l'ombra del satanismo sul colpo
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Rubate le ostie consacrate: l'ombra del satanismo sul colpo

Strangolagalli

Rubate le ostie consacrate dalla chiesa di San Michele Arcangelo. Un furto su cui si allunga l’ombra inquietante dei riti satanici. Il colpo è avvenuto nel pomeriggio di sabato, tra le 12 e le 16, un breve lasso di tempo in cui l’edificio, che generalmente viene chiuso al termine delle celebrazioni, è invece rimasto aperto ai fedeli in attesa delle attività pomeridiane. I ladri, approfittando della mancanza di controlli, si sono avvicinati al tabernacolo e hanno trafugato la pisside. Nient’altro è stato toccato.

La scoperta è stata fatta durante la messa del sabato sera. Al momento di distribuire le ostie, il parroco don Gianni Buccitti si è accorto che il tabernacolo era aperto e vuoto. Sconcerto tra i parrocchiani rimasti profondamente turbati dalla sparizione delle ostie consacrate e dalla stessa reazione incredula del prete. Una volta conclusa la celebrazione, il parroco ha subito provveduto ad avvisare le autorità competenti. Immediato l’arrivo sul posto del maresciallo di stazione Giacomo Iannario che ha avviato le indagini. Al momento i carabinieri non escludono alcuna pista e indagano a tutto campo per risalire agli autori del furto sacrilego. Episodi simili, infatti, fanno subito venire alla mente certe pratiche in uso nel mondo dell’occulto che spesso si macchia di azioni sacrileghe in prossimità di feste importanti come quella del Corpus Domini.

Una sorta di “calendario nero” parallelo a quello cattolico fissa infatti i rituali in cui vengono profanate le ostie. Così adepti e sedicenti “sacerdoti” delle messe nere commissionano questo tipo di refurtiva per utilizzare poi le ostie nei loro rituali. Ogni particola consacrata rivenduta sul mercato nero ha un valore compreso tra i 50 e i 150 euro. Un mondo misterioso che non è così estraneo agli ambienti ciociari. Diversi nuclei sono storicamente presenti nella zona industriale tra Ferentino e Supino e nelle campagne tra Arpino e Casalvieri. Don Gianni, dopo essersi accorto del furto, ha immediatamente evocato una messa di riparazione, un particolare tipo di preghiera recitata quando si assiste ai sacrilegi.

Il colpo è stato condannato anche dal vescovo Ambrogio Spreafico che, addolorato per l’accaduto, ha invitato il parroco e la comunità alla preghiera e a compiere un atto riparatorio secondo quanto stabilito dalle norme ecclesiastiche, durante le celebrazioni eucaristiche della domenica. Ieri mattina il parroco ha comunque invitato i fedeli al perdono e alla misericordia.

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